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13/06/2006

Commenti

untitled io

Non capisco perché "di entrambi" non dovrebbe essere una risposta adatta. Da noi è sempre un po' così, anche se in proporzioni diverse, a seconda di quanta gente conosce Untitl.Ed come impresa: a Trieste non ci conosceva nessuno, per dire, e un po' la cosa andava spiegata. Inoltre, come avrai visto, c'era un dibattito che riguardava l'uso del blog in generale, e quando è cominciato quello è stato impossibile tornare ai libri "in particolare", anche se ci è dispiaciuto. Se lo avessimo fatto, il dibattito successivo non ci sarebbe proprio stato, e non ci siamo sentite di eliminarlo d'imperio (cioè, materialmente, di interrompere gli interventi): uno perché ci interessava, e interessava a molti, due perché lo sapevamo benissimo che ci sarebbe stato, i nostri ospiti e noi ci eravamo intesi, e d'altra parte se non ci fosse stata la possibilità di un terreno comune di discussione, non credo che uno studio che si occupa di design strategico per le imprese avrebbe avuto un così grande interesse ad ospitarci, ti pare?
C'è da dire che nelle librerie succede che si parli più dei singoli libri (perché l'interesse sui singoli libri, appunto, è comune), mentre succede un po' meno in luoghi che non sono librerie. Poi ogni serata va diversamente. A Milano, per esempio, alla presentazione della prima terna, non ha parlato NESSUNO (ognuno chiacchierava con chi gli capitava a tiro, è stato così). Certo che a noi ci vorrebbero un quattro/cinque ore di presentazione ogni volta, e non si può pretendere. Quindi si continua dopo in rete, in variegate espressioni di adesione, delusione, nervoso, e insieme anche di curiosità, da parte di mille persone nuove che ci hanno scoperti per la prima volta.
"Entrambi", quindi, non mi sembra consolatorio o buonista, ma realistico, e oltretutto attiene anche a un cercare di stare al mondo senza erigere (troppi) steccati.
Ah, per la cronaca: hanno parlato in pubblico dodici persone, mi pare. Compresi i tre autori naturalmente.

palmasco

La reazione di Capsicum, uno degli autori di cui si presentava il libro, oltre a essere toccante smentisce un po' le tue parole, non trovi?
Smentisce esattamente il tentativo, che mi pare tu faccia qui, di metterla sul generale, di fare teoria.

Non riesco ad essere indifferente ad una che ha lavorato duramente con voi, ha accolto le vostre perplessità e riscritto il suo libro in venti giorni, come ho letto negli appunti di redazione del vostro blog, poi è partita mi pare da Bologna per partecipare alla gran serata della prima presentazione del suo libro, ha invitato diversi amici che aveva in città, ma le cose si sono messe in modo tale che se n'è andata nel mezzo della discussione, e non è nemmeno venuta alla cena celebrativa che è seguita.
Ci saranno state delle incomprensioni, certamente, delle quali peraltro Fainberg s'è già scusata e che, mi pare di capire, sono state chiarite, ma sostenere che nella serata di Trieste la soddisfazione sia stata di entrambi, autore ed editore, è un po' troppo nouvelle teorie, almeno per me.

Un vecchio detto direbbe che l'operazione è andata benissimo, ma il paziente è morto.
Per evitare formule così desuete, nel mio post cercavo d'impostare una riflessione, cercavo uno spunto ragionevole per accordare il sentimento di tremenda delusione che non si può non provare per l'autore, con la realtà dei fatti, come sempre troppo dura per gl'ingenui.

Se i fatti non proviamo a negarli, forse se ne può ragionare insieme, potrebbe essere un'opportunità interessante, secondo me.
:-)

Fainberg

Fainberg non s'è scusata, che così siam bravi tutti, Fainberg ha parlato lungamente con Capsicum e ha cercato di capire con precisione quali siano state le sue insoddisfazioni legate alla serata di sabato. Una conversazione appassionata in cui ci siamo concentrate soprattutto a ragionare su come e dove presentare al meglio il libro di Capsicum che affronta tematiche così forti e importanti da abbisognare di una platea particolarmente attenta e sensibile.

Ad ogni modo, per rispondere alla domanda in cima al tuo post, credo la risposta sia sì, visto che non solo sul mio blog, su quello dei nostri autori e dei partecipanti all’incontro si continua a parlare e confrontarci su temi nati nel corso di quel sabato, ma anche su quello di chi all’incontro non ha partecipato eppure ne parla con partecipazione.

Per il resto, ti prego di non vedere chissà che trame dietro una eventuale mancata risposta o un mancato resoconto, il viaggio è stato lungo e intenso per molti, io ne ho un altro tra un paio di giorni a New York che mi innervosice non poco e tre nuovi e - fanculo il politically correct - bellissimi libri da far conoscere al mondo.

Un saluto.

palmasco

Resto perplesso dalla risposta.
Quindi mi sottraggo volentieri alla conversazione, dove sento troppa voglia di prevalere e nessuna di discutere.

Non ti sei scusata?
A parte che scusarsi non è una vergogna, anzi nella sua semplicità è un gesto prezioso, nei commenti al tuo blog ci sono queste due frasi:

"Come ci siamo poc'anzi dette al telefono e come ho scritto anche nel post, in certi punti il dibattito ha scantonato, e ti ribadisco anche qui (per quanto riduttivo sia uno spazio commenti) che mi dispiace tu non ne sia stata soddisfatta. Cercheremo di fare buon uso di questa esperienza".

La parola "scuse" non compare esplicitamente, ma il senso direi che è quello, sono rivolte a Capsicum e sono firmate Fainberg, al momento attuale non sono state smentite né cancellate, aggiungo che a me erano piaciute molto.

Penso che se foste venute qui a dire, tu e Anna che siete intervenute, che a un editore che mette il proprio nome in copertina e non quello dell'autore - per scelta programmatica, per filosofia, per tutte le buone cose che sostenete ogni volta che ve lo chiedono, ecc. ecc. - queste cose possono capitare, anche se nel caso specifico si è trattato di un incidente.

Su questa base, che a me pare vera e sincera, si sarebbe potuta fare una conversazione molto utile e interessante.
Sicuramente più dell'esegesi delle formule di scuse, alla quale graziosamente mi sottraggo :-)

palmasco

Il link al tuo post:
http://invasiva.splinder.com/1150035210#8347433

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