« giocare a pallone | Principale | hello! »

20/12/2005

Commenti

Effe

Nemmeno l'Atlante ti ha colto impreparato

palmasco

Immagino che ti riferisci alla capacità di reperire il libro che è ormai fuori catalogo.
In effetti ho girato abbastanza, ma sono una personcina tosta e alla fine l'ho trovato da Feltrinelli in Duomo, una copiaccia con la copertina sporca e strappata e non mi hanno nemmeno fatto lo sconto usuale in questi casi, almeno però ho potuto cominciare a leggerlo.

Sacripante quindi ha svolto benissimo la sua funzione e gli faccio e ti faccio i miei complimenti basati sull'esperienza.
Ringrazio anche Mantellini e inspiegabilmente mi sento portato a tradirlo contestualmente.

Dunque... avevo letto una sua recensione sull'ultimo disco di De Gregori, Pezzi, quando è uscito, prima dell'estate mi pare.
Una pessima recensione, molto negativa.
Leggendola ho saputo subito che sarebbe stato un ottimo disco, sono corso a comprarlo.
L'ho ascoltato tutta l'estate in macchina e lo trovo in effetti bellissimo, e insieme a me i miei figli piccoli che me lo chiedono di continuo, ogni volta che siamo in macchina...
Quando ho letto la recensione di Mantellini su Atlante Occidentale, su Sacripante, per le stesse ragioni ma applicate correttamente in modo inverso, ho capito che sarebbe stato un bel libro e sono corso a comprarlo, lo sto finendo e sono molto contento di averlo letto.

Ne concludo che Mantellini involontariamente (o no?) ha certi codici per me molto trasparenti, molto facili da tradurre, anche se non saprei dire perché: è il motivo per cui lo leggo e l'apprezzo.
:-)
ciao, palmasco

untitled io

MIRA A MANTELLINI...
Concordo sulla vaghezza di 'tipo preciso'. La perfezione non è di questo mondo, si dice, ma se non esiste il 'lavoro perfetto', in teoria potrebbe ancora esistere il lavoro "a regola d'arte", anche se questa definizione sarebbe applicabile al solo ambito "arti e mestieri", ed entrambi questi ultimi (le arti, e i mestieri) mi sembrano di difficile focalizzazione, oggi.
Da quel che dici, vien fuori che Mantellini avrebbe fatto una recensione "a regola d'arte" - o mi sbaglio? Resta da capire di che tipo di "arte" si tratti, e in secondo luogo, se un lavoro "a regola d'arte" possa esser fatto "involontariamente" (come pure ipotizzi). Lo so che tu vagamente lo sai, ma dico: sapresti definire con precisione la natura dell'"arte" di Mantellini? :)


palmasco

Sì certo, il tipo preciso spesso è soltanto pignolo, e la pignoleria spesso non è precisa, per limitatezza di visione.

La questione che mi poni e la domanda che mi fai sono troppo complesse per uno che domattina ha l'aereo per NY e la testa già in volo.
Diciamo però che l'arte, come capacità massima di usare uno strumento contiene in sé, direi per statuto, insieme alla regola il tradimento della stessa, quantomeno il suo dislocamento, quindi se Mantellini ragiona a regola d'arte, come dici tu, io riesco, per qualche ragione complessa, a spostare la sua regola: dal virtuosismo a una traduzione efficace, utilizzabile nel mondo degli oggetti di riferimento.
Più o meno...

Ci sentiamo il mio giovedì, che per voi sarà quasi venerdì.
Buone vacanze, p

untitled io

Lascia perdere palms, che pure io c'ho mal di testa, non potrei affrontare nessuna ragione complessa :-)
Buone vacanze a te

untitled io

bnnn plmsc

I commenti per questa nota sono chiusi.

New York

Los Angeles

La mia foto
Blog powered by Typepad
Iscritto da 02/2004

shinystat