« correzioni | Principale | ostinato come un mulo ignaro e fortunato »

17/11/2005

Commenti

io

l'agave produce un fiore dopo diversi anni dalla sua nascita (mediamente dopo undici anni): la disgrazia dell'agave sta nel fatto che, fiorendo, decreta la sua morte.

il fiore dell'agave è una cosa che, alla vista, sembra quasi essere un corpo estraneo: lunghissimo e sottile il gambo che si erge al centro della pianta.

le estremità di questa infiorescenza sono strane, sembra una entità dello spazio che, dopo essersi manifestato tra mille sforzi, muore.

untitled io

però quando muore spuntano un sacco di agavini, sotto (non so come si chiamano, i figli dell'agave)

untitled io

(è stranissimo avere un io su di me...)

palmasco

@ io (?!), l'agave fiorisce e muore; dire che per la pianta si tratta di una "disgrazia", secondo me significa antropomorfizzare troppo.
Mi rendo conto che l'intenzione apparente era quindi metaforica, un uso analogico del ciclo della pianta per alludere a qualche aspetto della condizione umana.
Difficile aggiungere qualcosa.

Non so quanto c'entri, ma ho appena iniziato a leggere Le intermittenze della morte, il nuovo romanzo di Jose Saramago appena uscito, che comincia da una situazione ipotetica in cui non muore più nessuno.
Forse gli uomini sono incontentabili, ma non tutto va come ci si aspetterebbe.
Anzi al momento attuale, sono circa a pagina 40, la gente inizia a emigrare clandestinamente coi propri morenti perché muoiano, visto che nei paesi confinanti non esiste la sospensione della morte.
Come concludere?
Visto che comunque dobbiamo morire, morire dando vita a un ultimo, bellissimo fiore, sarà proprio una disgrazia?

Unts...

ciao, p

io

partivo da una constatazione di tipo botanico e dalla bizzarria di una pianta se così si può dire, null'altro.

palmasco

Ok, sono io che ho piegato le tue parole oltre il loro significato?

Resta da spiegare in che modo e in che senso sia una "constatazione botanica" definire "una disgrazia" la fioritura di una pianta.
Oppure chiamare una "bizzarria" un comportamento relativamente diffuso tra le piante, di morire alla fioritura.
No, non credo che siano termini, tantomeno concetti, botanici.

Confermo l'impressione che il tuo commento abbia un valore metaforico, consapevole o meno. Ti pare? :-)

un saluto, p

io

ok, va bene, probabilmente il mio inconscio ha snocciolato questa cosa perché, da un paese come Montemarcello, vedevo la riviera di ponente in tutta la sua bellezza attraverso i sottili gambi dei fiori dell'agave......e mi sembrava tutto così bello da considerare l'idea del fiore che fa morire la pianta, come un qualcosa di assurdo - per me.

I commenti per questa nota sono chiusi.

New York

Los Angeles

La mia foto
Blog powered by Typepad
Iscritto da 02/2004

shinystat