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14/10/2004

Commenti

Effe

ma esporsi -se posso esporre anch'io - significa strappare la veste e dire: "Qui, mirate qui, al cuore, così vi chiedo".
Bisogna essere molto forti, o molto deboli (che morendo subito si soffre meno).
Consigliabile anche la corazza (d'estate è un po' fastidiosa, lo so).
Poi, forse, esistono gli equivoci, i registri differenti, i codici non condivisi, e dietro invece non c'è nulla - non la volontà di ferire, ma solo un fraintendimento.

Fainberg

E' evidente che ti sei sentito toccato da un atteggiamento che hai reputato scortese nei tuoi confronti. Io non sono di quest'avviso, dell'avviso cioè che qualcuno nei commenti al mio post ti abbia mancato di rispetto, ma tant'è.
Però attenzione, quando parli di persone che in rete si espongono mi viene in mente in primis il caso di un Pino Scaccia che, come giustamente ricordavi tu, ci mette faccia, nome e tesserino sul suo blog.
Parimenti, Placidasignora è il blog di una scrittrice che mette nome e cognome sotto i suoi post, e da qui al rivelarsi nei commenti il passo è breve. Mi sembra opportuno tenere in debito conto quest'aspetto, la vulnerabilità insita in ogni singola parola lasciata in rete dalla signora M.V.L., vulnerabilità di cui le parole di Fainberg e di Palmasco obiettivamente non possono accusare il colpo, perché noi due usiamo degli pseudonimi. Al di là del contenuto, capisci bene che per noi è molto più semplice andarci giù pesante, parlare pure di sangue e di merda, se ci va. Perché, tralasciando il fatto che questo possa avere o meno un preciso intento "programmatico", rimane che sui motori di ricerca accanto alla voce sangue e merda non compariranno mai i nostri nomi e cognomi. Dettaglio di non poco conto, credo tu ne convenga.
E' per questa ragione che in certi casi giudicare cosa sia "leggero" e cosa non lo sia mi sembra inopportuno, perché diversa è l'unità di misura che pesa e soppesa ogni singola parola, figurarsi poi un singolo intento. Non so se sono riuscita a spiegarmi come volevo. Ne dubito e lo spero.

untitled io

No Fainberg scusa ma che cazzo c'entra. Cioè: che c'entra che Mitì Vigliero si firma col suo nome? credi davvero che faccia differenza nella valutazione dei fatti di cui si sta parlando? Certo: ho visto che nel suo blog, per rispondere su questa questione, Placida si è limitata a postare un testo da lei pubblicato nel 94, con tanto di nome cognome e referenze bibliografiche. Ma non credo che l'intento sia stato quello di sottolineare una sua maggiore vulnerabilità in quanto non-anonima. A me è sembrato un intento di natura un po' diversa. E mi ha dato un po' fastidio, e non mi è sembrato per niente autoironico da parte sua, postare un minisaggio sull'ironia, per giunta datato e pubblicato.

palmasco

effe, è una visione molto romantica, eroica dell'esporsi, rimarchevole ma... forse non esattamente adatta a un mondo che ormai combatte il più vigliaccamente possibile.
Esporsi allora nel senso di mettere fuori, di offrire una superficie d'incontro, un balcone per una facciata, se proprio ti succede qualcosa di male, ci scrivono Erika sei fika.
Nessuna intenzione d'offendere te, eppure a volte ci rimani malissimo.
Potevo fare il fiko e tenermelo per me, invece l'ho detto, tutto qui.

Fainberg, no comment.

Fainberg

Permettimi, Untitled Io, c'entra eccome, c'entra con quanto scritto da Palmasco nell'ultima parte del suo post. Io stavo facendo riferimento a quello, mi sembrava sufficientemente chiaro, l'ho pure scritto.
Ho già detto che non ho rilevato nessuna scortesia nei confronti di Palmasco tra i commenti al mio post, ma solo un abbassamento dei toni. Se avessi riscontrato un'intenzione offensiva sarei stata la prima a intervenire, da qualunque parte fosse arrivata l'offesa.
La costruzione di Palmasco non era fragile, né tanto meno è stata smontata dai commenti “leggeri” (ognuno poi dia al termine il significato che preferisce) a seguire. L’impianto, la finalità e l’intento del suo commento sono rimasti perfettamente al loro posto, niente ha tolto autorevolezza a quanto scritto da Palmasco o da me, questo è il mio pensiero.

gino tasca

Capisco poco la differenza che ancora fa Fainberg tra nick alias pseudonimo e il nome vero.
Anzi, vedo che l'unica differenza che cita, è piuttosto moralistica.
Scrive: se dico cacca e sangue e non scrivo il mio nome mai nessun motore di ricerca mi beccherà.
Motore di ricerca = Super-io, quindi?
Non posso credere, Fainberg, che tutta la faccenda stia in questi termini.
Prova a dirne qualcos'altro, grazie.

palmasco

Gino!
Devo riconoscertelo, stavolta mi hai sorpreso.
Hai segnato un perimetro e ti ci sei seduto fuori, e mi ha anche fatto piacere.
Stammi bene, Gino.

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