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31/07/2004

Commenti

abra

Invece, secondo me, limitare a cento le parole per un racconto, stimola la creatività. la limitazione costringe il pensiero, e quindi la parola ad una selezione. All'interno della quale si crea.
E' come assaporare la libertà in un ghetto. Ci vuole invenzione.

palmasco

Non so, sembri molto sicuro di quello che dici; io cercavo soltanto un po' di spazio per raccontare qualcosa.

abra

E' solo una mia idea, palmaz. lo spazio per raccontare qualcosa lo hai dove vuoi, no?
Anche in cento parole ce n'è molto.
Maggiore dello spazio in centouno.

demetrio

io ho qualcosa di irrisolto con blog-rodeo. Ma penso che sia dovuto al mio modo di scrivere e di pensare la scrittura.
Penso che sia una sorta di tono, che non riesco a dare quando scrivo in quel contesto.
Manca qualcosa al mio modo di scrivere, e quando non succede - vedi il blog rodeo dove ho scritto quel lungo lungo racconto sul topo - esco da ogni limitazione e regola.
Forse la verità è quella che dici tu, non tenere conto delle regole: ma seguire la propria "natura".

(c'è questa cosa del lettore. Io sostengo che il blog non ti permette in realtà di editare immediatamente, ma ti dà la possibilità di costruire o avere un "luogo (di) pubblico" specifico. Su questo dovremmo ragionarci...)

b.georg

per parlare di un aspetto secondario: è vero come dice Palm che il modo di indicare il vincitore, nei primi rodei, era piacevolmente anarchico. Piccolo segreto: siamo arrivati all'apertura del sito senza aver pensato minimamente alla questione, presi come eravamo da duemila altri particolari (incombeva la festa live...) e considerando - ingenuamente - del tutto secondaria la faccenda. Abbiamo cercato di ovviare all'ultimo secondo, dato che i partecipanti - con nostro sommo stupore - desideravcano le classifiche. Abbiamo tentato con un sistema di consultazione via mailing list tra i gestori, ma alla fine una certa cialtronaggine e la mancanza di tempo - ce ne vuole assai per consultarsi in 15 - ci ha fatto optare per la decisione d'imperio da parte di chi postava il rodeo, travestita con improbabili sigle - il bambiniello, il Comitato Cepu, e altre amenità, nella convinzione che l'arbitrarietà del giudizio non potesse essere in nessun modo aggirata, e tanto valesse renderla comica (c'è un forte elemento farsesco dietro tutta l'operazione blogrodeo, credo sia evidente).
Poi col tempo sono emerse le prime lamentazioni da parte di alcuni aspiranti premi nobel (ma chi decide veramente? ma vincono solo gli amici degli amici? ma è un sistema trasparente? ma non è giusto!). Morale, ci siamo scassati all'istante e - dietro geniale suggerimento - abbiamo delegato agli scrittori di auto-giudicarsi (chi vince decide il prossimo vincitore).
Credo abbia funzionato. Mi pare sia un buon esempio (farsesco, come si conviene) di "repubblica dei lettori" :)
Che poi sia del tutto inutile, salvo per economizzare il tempo di chi non vuole leggersi tutto, è un altro paio di maniche :)
Non so dire che ne sarà a settembre, di tutto il blogrodeo. credo serva una svolta, un approfondimento, altrimenti si rischia la routine o l'autocompiacimento (non solo nostro, anche di chi partecipa). Oppure ci si inventerà qualcosa d'altro. Il fatto che ad alcuni sia piaciuto, è già una buona ricompensa.
scusate la lunghezza, ma non scrivendo quasi più sul blog avevo un po' di logorrea da evacuare :)

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