25/03/04

scrivere l'immediato: 5 (l'immediato?)

Quel modo di mostrare la scimmia alle prese con un ambiente arido e difficile, mentre gioca col femore di un animale che ha mangiato, non soltanto mi avvicina all'animale, ma mi rende anche simpatico e comprensibile lo stadio lontano della mia evoluzione per il quale non avrei altre parole che primitivo, ancestrale, cavernicolo, o altri brutti nomi in latino.

Quando poi la scimmia picchia il femore sul mucchietto d'ossa ai suoi piedi, e parte un osso che volteggiando mi porta dentro la massima distanza che come umanità abbiamo raggiunto nello spazio, cioè all'astronave che orbita nella musica intorno alla terra, le mie origini mi sembrano altrettanto a portata di mano del fondo di un lunghissimo corridoio buio, che illumino facilmente schiacciando il bottone della luce alla mia sinistra.

Penso che quelli che la conoscono, abbiano riconosciuto poco per volta la celeberrima sequenza di Stanley Kubrick, e alla conferma abbiano provato, spero, un piccolo effetto di prossimità, d'immediato.

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17/03/04

scrivere l'immediato: 4 (esperienza e scrittura)

Ho cercato di illustrare come si possa scrivere l'immediato, utilizzando il modello della memoria che costruisce il presente di una persona, e a tratti lo sostituisce alla contingenza.
Modello nel quale l'ordine cronologico del tempo viene spesso stravolto e risulta comunque abbastanza insignificante.
Tempi e luoghi anche molto remoti si avvicinano fino al punto di essere, appunto, presenti.
L'idea di prossimità è sembrata così molto più utile per comprendere i fatti rispetto a quella dell'ordine cronologico.

Mi rendo conto che nel mio post scrittura ed esperienza dell'immediato risultino piuttosto legate tra loro.
Un'impressione che oggi vorrei invece correggere, partendo dalle differenze per trovare i legami se ci sono, perché credo che non siano necessariamente presenti, né strettamente necessari.

Cercherò di affermare che non sempre riusciamo ad avere un impatto immediato con l'esperienza, anche se siamo presenti ai fatti, o addirittura protagonisti.
E che la scrittura a volte restituisce alla persona l'immediatezza delle sue esperienze (scrittura catartica, potere catartico della scrittura), ma soltanto con un lavoro di attribuzione di prossimità, che avviene esclusivamente all'interno dei processi di realizzazione del testo e quindi all'interno di un'esperienza del tutto nuova, determinata dalla volontà di scrivere.
Ogni scrittura dell'immediato quindi, secondo me, è ideazione e realizzazione di tale nuova esperienza, costruita sul supporto di fatti avvenuti altrove.

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10/03/04

scrivere l'immediato: 3 (prossimo)

Demetrio amplifica il concetto di autobiografia nei commenti a questo post, aggiungendo la descrizione della sua prassi.
Non chiedetemi come si potrebbe fare diversamente, perché non è il mio campo, ma perfino da un punto di vista tecnico, questa forma di scrittura mi convince come esempio di mancanza d'immediatezza, che è il mio tema.

Dunque: c'è un signore che viene indotto a rievocare una parte specifica del suo passato, in relazione a un tema dato, mentre lo ascoltano il registratore e il biografo.

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05/03/04

scrivere l'immediato: 2 (tranelli dell'autobiografia)

Sul comodino un'autobiografia, come su tantissimi altri comodini.

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03/03/04

scrivere l'immediato: 1 (sgombrare il campo)

Mi pare che fosse nel film "Dangerous liaisons" (Le relazioni pericolose) che l'amante ama scrivere lettere appoggiando il foglio sul corpo nudo dell'amante.

Ancora un po' d'immaginazione e potrebbe scrivere direttamente sulla pelle scoperta (e poi leggerla la sera - leggere l'amante o la scrittura? - e magari dopo averla letta, cancellarla, strofinandole dolcemente la pelle in una vasca d'acqua bollente).
Il piccolo passo lo facciamo noi qui, immaginando l'amante che scrive sul corpo nudo dell'amante, non più soltanto come preliminare o interludio come accade nel film, ma come scrittura immediata del piacere ricevuto, vergata direttamente sul corpo che lo offre, mentre si affanna ad offrirlo.

Una delle conseguenze più certe sarebbe di legare l'orgasmo anche allo spazio, dopo che nel XX secolo l'abbiamo legato al tempo, dando moltissimo valore all'idea di venire insieme.
L'amante dovrebbe raggiungere l'orgasmo prima di finire lo spazio del corpo dell'amante, o scrivere più piccolo, o saltare qualcosa, o anche scrivere letteralmente ovunque, con un certo vantaggio di partenza per gli eiaculatori precoci, dopo un secolo di discredito psicoanalitico.

Le stampe orientali ci hanno già mostrato l'amante che fa l'amore facendo intanto altre cose, come tirare con l'arco, ma credo che possiamo essere tutti daccordo che la stragrande maggioranza della scrittura così prodotta sarebbe di scarsa qualità: noiosissima, sconnessa, priva di appeal.
E se non vogliamo giudicare la qualità dei testi, possiamo dire che sulla faccenda verremmo a sapere poco o niente di più di quello che già sappiamo.
(Sarebbe comunque un successo editoriale, io credo, se qualche amante accettasse di farsi leggere dagli spettatori, ma questa è un'altra storia).

Qualche buon testo verrebbe fuori di certo, ma già mi vedo le polemiche dei due partiti critici: è arrivato con la partitura già in testa, pronta da prima; no, è venuto con quella partitura, eccetera eccetera in tutte le varianti.

Dal punto di vista erotico, o sessuale, forse potrebbe funzionare e perfino bene, non so, ma noi qui ci occupiamo di scrivere l'immediato, non di eccitarci a distanza.

Quello che voglio dire è che secondo me, nel nostro caso, cioè nella suggestione per la frase "scrivere l'immediato" a cui stiamo cercando di dare forma, bisogna subito eliminare il significato "senza intervallo di tempo" dalla parola immediato.
Non è applicabile, non serve, si presta a confusioni un po' grottesche, come credo di avervi mostrato.


(continua, e presenterà anche una tesi positiva, spero)

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