28/11/05

ruote sottili (stagione 2): 17 (la gara: finale)

Il cuore di Gassin sta tutto su una roccia alta circa 350 metri, neanche tanto grande.
Però ci salgono ben cinque strade diverse, due delle quali abbastanza ripide, le altre tre micidiali, con punte oltre il 16%.
Noi ci sfideremo su quella che sbuca proprio di fronte ai pompieri, detta quindi la salita dei pompieri.

Bisogna percorrere la Rouillere in direzione di Ramatuelle, e lasciarla a destra all'altezza delle magnifiche cantine dello Chateau Minuty, lungo le cui vigne passa la strada.
Si comincia abbastanza allegri perché l'asfalto della stretta stradina è ottimo, le chiome degli alberi sono generose e la pendenza dolce, dunque si marcia all'ombra, di buon passo, dentro un tappeto di terra rossastra coperta di vigneti ondulati.
Gassin si vede là sopra, si direbbe a portata di mano, la strada continua dritta come un fuso verso il fianco della collina, a qualsiasi orografo appena un po' esperto viene quindi qualche dubbio: quanto penderà, se va dritta così?
E si sfiora il cambio con la punta delle dita, pronti a usarlo.

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21/11/05

ruote sottili (stagione 2): 16 (la gara atto 3)

Mi ricordo benissimo il giorno che in bicicletta ho scoperto questo taglio, che in parte attraversa la foresta de Negresse, che unisce Cogolin con Gassin evitando le due trafficatissime vie verso il mare, che si chiama la mort du Luc.
Una stradina leggermente a schiena d'asino, due macchine insieme non ci passano senza che una si fermi, con l'asfalto molto rovinato, che in bici cerchi di stare il più possibile al centro per non prendere buche e sobbalzi eccessivi, spaccare i raggi, torcere i cerchi, molestare la prostata più di quanto sia necessario.
Fu una grande scoperta, che mi ha fatto evitare code infinite in macchina, e regalato grandi emozioni in bicicletta.

Ci arriviamo dopo qualche chilometro di pianura, così di solito sono in testa io perché così mi tocca, fare lo sforzo di tagliare l'aria, essendo il più giovane dei tre, tra me Christian e Augusto.
Di solito stiamo in coda tranquilli, lungo l'unica traiettoria priva di pericoli e botte.
Dopo qualche centinaio di metri la strada s'impenna in tre muri brutali, per larga parte oltre il 12% di pendenza, uno di seguito all'altro in successione asfissiante, tre gradini in cui si scatena l'agonismo anche quando non siamo in gara.

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03/10/05

ruote sottili (stagione 2): 15 (la gara atto 2)

Prendere il caffè a Collobrieres è sempre una festa.
Ci sono decine di ciclisti ai tavoli sotto i platani, che arrivano dai tanti diversi circuiti che passano qui, e racconti e scambi, o anche soltanto osservarsi e notarsi curiosi.

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29/09/05

ruote sottili (stagione 2): 14 (la gara atto 1)

La strada sale dolcemente in pieno sole tra le vigne che non le fanno ombra, per un paio di chilometri ancora l'asfalto rugoso ha una tinta sbiaditissima, il grigio luminoso di certe notti di luna, poi la pendenza aumenta e noi entreremo nella foresta di Taillude, l'asfalto diventerà nerissimo e levigato come i ciottoli nella risacca, così fino su in cima.

Ne ho parlato tante volte che ormai il percorso lo conoscono perfino quelli che mi leggono, figuriamoci come conosciamo noi tre questa salita, che la percorriamo diverse volte ogni estate perché è veramente bella.
Se chiudo gli occhi riesco a vedere la sottile ruota posteriore di Augusto che fila nei forcellini, riesco a vedere le sue caviglie che affogano nel tallone nero delle scarpette da ciclista, il polpaccio che si contrae per spingere con cattiveria - ma in realtà riesco a vederlo anche senza bisogno di chiudere gli occhi -, perché i primi anni era sempre lui che stava davanti a fare l'andatura, ricordo ancora la sofferenza per stargli dietro, poi quella in testa è diventata la mia posizione, almeno in questa salita, e di gambe non ne ho viste più.

Nell'ultimo chilometro la pendenza crescerà, lo strappo è abbastanza duro, soprattutto se hai nelle gambe il resto della salita, di solito è lì che mi attaccheranno, nel finale, dopo avermi fatto stare davanti a fare fatica per tutti, mi saltano e abbattono la mia resistenza, e vanno a prendersi il traguardo per primi.
Devo stare attento: per questo stanotte ho pensato, mentre fingevo di essermi sdraiato per dormire.

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26/09/05

ruote sottili (stagione 2): 13 (la gara)

Un giorno Christian ha inventato il Grand Prix de Ramatuelle, una gara di fine stagione da correre tra noi tre, Augusto ed io abbiamo accettato subito.

Augusto quest'anno è stato a lungo dietro Marco, un ragazzo italiano di quarant'anni che fa con successo le gare amatoriali, gli è stato dietro nel senso che non s'è mai fatto staccare da lui, neanche sulle salite più dure: l'abbiamo incontrato lungo la salita del Canadel e l'abbiamo poi portato in giro per qualche giorno.
Noi gli abbiamo fatto scoprire gli itinerari, lui ci costringeva ad andare più forte del solito, ci dava consigli, ci raccontava storie sui professionisti con cui esce ogni tanto, era divertente.
Eccitato, come al solito, dall'agonismo non dichiarato, Augusto sputava sangue per non farsi staccare da Marco, e ci riusciva: figurati il suo stato di forma di quest'anno.
Christian ed io, dietro, ci facevamo invece staccare, e abbiamo cominciato a mugugnare tra noi.
Il succo era che Marco è chiaramente troppo forte, quindi ci costringe a un passo troppo impegnativo, che non è affatto divertente, tranne che per Augusto.
Poi Augusto ce la menava per giorni su come Marco non l'aveva staccato, e a noi è cominciata a venire la voglia di dargli una lezione.
Le circostanze erano mature per una bella gara ufficiale, che in tutti questi anni non c'era mai neanche venuta in mente.

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09/09/05

ruote sottili (stagione 2): 12

Abitiamo uno accanto all'altro, e accanto ad altri su una baietta.
D'estate usciamo in bicicletta la mattina presto, per evitare il caldo.
Da una barchetta ormeggiata in rada davanti a noi, si vedrebbero le luci che si accendono in cucina, verso le sette e mezza, nelle nostre tre case, le altre invece tutte ancora spente e immobili.
Sbadigliando tra pareti di mattonelle provenzali, ognuno di noi prepara le sue pozioni, come fanno gli sportivi di resistenza e quasi tutti i ciclisti, plasma la materia magica che si trasformerà in energia, liquidi e integratori per decine di chilometri e migliaia di metri di dislivello.
Le alchimie tendono a essere segrete, molto sperimentate, realizzate con l'esperienza per tentativi ed errori, tenendo conto della letteratura medico-sportiva, delle suggestioni del mercato alimentare specializzato, dei gusti personali e qualche volta dei consigli.

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30/07/05

ruote sottili (stagione 2): 11

Sul lungo rettilineo in mezzo al bosco un cane trotterella sul bordo della strada, vigile e curioso.

Io sono subito allarmato, i ciclisti sono un richiamo spesso irresistibile per i cani - ho letto che una delle prove che avevano pensato per la patente dei cani, in quel periodo in cui in Italia ogni giorno un rottweiler mordeva un bambino, era appunto di fargli passare davanti un ciclista: se il cane resisteva all'impulso di attaccarlo, vuol dire che era sufficientemente domestico e poteva avere la patente.

Questo è un cane giovane e reattivo, il classico cane che ti corre contro.
La pendenza in questo tratto di faggeta è molto elevata, sarà un bel 10%, se decide di attaccare non ho modo di fuggire in velocità.
Dovrebbe pensarci il padrone, che dovrebbe tenerlo al guinzaglio, ma ovviamente non lo fa, è un vecchietto, chissà da quanti anni viene qui a funghi come stamattina, probabilmente si sente a casa sua, sono le 7,30 di mattina, perché mai dovrebbe tenere la maledetta bestia legata?
Già.

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26/07/05

ruote sottili (stagione 2): 10 (il gruppo)

Mi sembra di essere dentro una bestia, di essere parte di una bestia, d'improvviso mi sorpassa il fruscio di un'ala d'aereo, mentre io sto andando forte, a 40 kmh, lui mi sorpassa per andare in testa al gruppo, contratto e concentrato, avvolto in quel rumore sottile.
Sono le ruote della sua bicicletta che a quella velocità provocano il fruscio: hanno i cerchi alti, vuol dire quella parte della ruota che tiene uniti i raggi, il cerchio appunto, che è diventato una lama di carbonio alta forse dieci centimetri o più, che da una certa velocità in poi funziona da dinamo, cioè aggiunge velocità a quella che stai pedalando, per ragioni aerodinamiche.
Una cosa favolosa.
Dietro la sua maglia da ciclista c'è stampato il suo nome, Luigi: che figata le tue ruote!, gli dico gridando nel vento, per un attimo ho pensato di essere raggiunto da un aereo, è il rumore che fanno!
Luigi mi sorride, mi racconta delle sue ruote, mentre viaggiamo a più di 40 kmh sulle nostre bici.

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17/07/05

ruote sottili (stagione 2): 9 (record canadel)

Il col du Canadel è una salita classica della zona, frequentata da moltissimi ciclisti ogni giorno, forse perché guarda su panorami stupendi, forse perché è molto pedalabile.
Parte dal mare e raggiunge i 267 metri s.l.m. in quattro chilometri e mezzo.

Christian Augusto ed io la facciamo forse una decina di volte ogni estate.
Il record è di Augusto, 15'25".
Non sono mai andato veramente bene su questa salita, non l'ho mai veramente capita.
Due anni fa ero molto in forma, speravo di far bene, di segnare un tempo importante, di tradurre anche sulla salita classica l'evidente stato di buona forma che quell'anno mi ha fatto superare spesso i miei amici.
Il mio miglior tempo è stato 15'40", rimasi molto deluso, per quanto ci lavorassi non sono riuscito a lasciare un segno.
Una grande frustrazione.

Così quest'anno l'ho affrontata col batticuore.

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08/07/05

ruote sottili (stagione 2): 8b

Sotto i platani, al centro della piazzetta di Collobrieres, la fontana è asciutta, come al solito.
Conosci forse la sensazione di ristoro immediato che dà togliersi il sale di dosso; inoltre nel lungo periodo la pelle, pulita dai depositi di sudore, attira meno umidità, di conseguenza tiri su meno sporcizia dalla strada: sciacquarsi alle fontane è veramente bello.
La fontana è asciutta, ma so che in fondo alla piazzetta c'è un rubinetto, vorrei avvisare il tedesco, ma lui è già sparito: lentamente, felicemente, mi sciacquo con metodo.
Mi preparo alla mia vera meta, la salita di Notre Dame des Anges - i nomi francesi... l'ho già detto no? - un piccolo santuario a 780 metri s.l.m.
L'ora non mi favorisce, stamattina pensavo di partire prima, invece alla fine sono uscito di casa alle 8,30, adesso sono le 11,30, farà un caldo tremendo.

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