31/08/04

ruote sottili 44

Sto pedalando in salita nella foresta di Taillude, tra Cogolin e Collobrieres, pesto con forza sui pedali a ritmo regolare, guardo il piccolo tachimetro sul manubrio che segna 19 km orari, vedo l'ombra di Christian che mi segue, e so che un po' sta soffrendo.
Conosciamo molto bene questa salita ormai, l'abbiamo fatta insieme tante volte, e molto bene ci conosciamo tra noi, siamo abituati a farla ai 17 km all'ora, lui in testa e io dietro, quindi so che quello sarebbe il suo passo e so che lo sto costringendo ad andare un pelo più forte di quanto vorrebbe.
So che sta soffrendo, ma che non mollerà.
Sono anch'io al limite, ovviamente, ma in un punto al suo interno ancora confortevole, quindi riesco a distaccarmi dalla strada e dalla pedalata e dal mio compagno, in una di quelle fantastiche reverie un po' ipnotiche, indotte credo dalle endorfine, uno dei piaceri che secondo me la bicicletta da strada, che scorre sull'asfalto col minimo attrito possibile, incoraggia.

Come se lo pescassi da un paniere di specialità, mi metto a ruminare un pensiero che quest'estate ho avuto di frequente: chissà perché ho smesso di scrivere ruote sottili; seguito dall'incoraggiamento: riprendilo!

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09/06/04

ruote sottili 43: dolomitico

Ho fatto un giro sulle montagne più belle del mondo, le Dolomiti.
La mia difficoltà è che in un certo senso non sono ancora tornato a valle, anche se sono a Milano da due giorni ormai.

Sono partito da Stava nella val di Stava, una frazione di Tesero nella val di Fiemme, a 1250 metri sul livello del mare, alle nove di mattina di una bella giornata, di cielo carico e nuvolaglia lontana, circondato da cime innevate, in un silenzio quasi perfetto.
Ho difficoltà a staccarmi dal momento in cui abbandono con lo sguardo l'intonaco panna dell'albergo, che si staglia sul verde scuro del bosco ancora in ombra, scavalco la sella della bici con la gamba destra e aggancio con un gesto secco lo scarpino al pedale.
Il tac che produco è l'unico suono nella valle in quel momento, almeno nel mio ricordo, preceduto e seguito dall'onda d'urto della passeggiata che ho fatto ieri sera su questa stessa stradina antistante l'entrata.

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06/06/04

ruote sottili 42

Credo molto nel recupero attivo dopo gli sforzi, cioè riposare andando in bici a ritmo blando, mi pare che aiuti a capitalizzare lo sforzo fatto nelle grandi giornate.
Ne parlerò ancora.

Oggi porto mio figlio al camp di pallacanestro a Tesero, nelle Dolomiti, a parte l'emozione per la sua prima uscita da casa... mettono me in mezzo alle Dolomiti?
Porto la bici, dormo lì, e domani ho già studiato il percorso: passo Lavazè, passo Campolongo e Alpe di Pampeago!
Speriamo che ci sia bel tempo, sarà una giornata favolosa.

Per sciogliere le gambe ho fatto un giro sempre sotto i 144 di cuore, eppure nota la media.

dati
tempo: 1:44:07
distanza: 50.07
media: 28.8
note: va considerato a tutti gli effetti un giro in agilità, non soltanto per il cuore basso ma anche per la pedalata media: 87 rpm.

ruote sottili 41a

Dopo essere tornato un po' frastornato dall'improvviso cedimento sul Penice, raccontato in ruote sottili 41, prima di mettermi a letto mi bruciavano le braccia per il troppo sole preso durante la giornata.
Viste allo specchio, hanno un colore rossastro intenso, col segno della tipica abbronzatura da ciclista, che spicca sulla mia pelle decisamente chiara.

Ho bevuto un sacco d'acqua, ma ho avuto sete tutta la notte e molta sete per tutto il giorno seguente, ho bevuto bevuto bevuto ma senza mai veramente liberarmi dalla sete.
Inoltre ho avuto mani e piedi e gambe gonfie.
Finalmente ho capito: a causa della prima giornata di vero sole, ho preso una mezza insolazione e mi sono completamente disidratato, è stato questo a causare il crollo sul Penice mentre stavo benissimo.

04/06/04

ruote sottili 41: casteggio bobbio

Sono molto soddisfatto dell'itinerario che ho inventato stavolta, unendo in un unico percorso di grande bellezza due zone che ho sempre percorso separatamente, piuttosto impegnativo.
In più lungo la strada ho incontrato pochissime macchine, un punto di forza di qualsiasi itinerario, e attraversato paesaggi quasi immacolati e paesini incantevoli- un'idea all'altezza dei migliori itineraristi che conosco.

Si parte nel cuore dell'Oltrepo pavese, a Borgo Priolo, subito in salita: si va dai 144 slm fino ai 600 slm circa del bivio Case Marchese (456 metri di dislivello), dove ho visto passare due macchine in tutto nell'oretta circa che dura la salita.
E poi giù fino ai 400 slm della statale della val Tidone, che si percorre fino al passo del Penice per un primo passaggio su questa prestigiosa vetta appenninica, 1149 slm (dislivello 749 metri).

Consiglio la sosta a Romagnese, borghetto molto accogliente lungo la strada.
Proprio al bar di Romagnese, mentre mangiavo un panino perché la giornata sarà lunga, mi sono messo a parlare con un trattorista cinquantenne, che mi chiedeva del mio percorso e mi dava indicazioni preziose, fumandomi in faccia.
Quando gli ho chiarito le mie intenzioni di giornata s'è messo a ridere e m'ha detto: "Secondo me non ce la fai!" senza particolare simpatia, "Secondo me nemmeno!" gli ho risposto al volo, senza pensare, e lui s'è messo a ridere con simpatia, stavolta.

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02/06/04

ruote sottili 40

Siccome domani probabilmente riesco a scappare via per un bel "lungo", e siccome è tanto che non vado, ho fatto un giretto per rimettere la gamba in moto, in pianura, senza forzare, ben sotto la soglia, il più lungo possibile.

dati:
tempo: 2:38:08
distanza: 73.74
media: 27.9

29/05/04

ruote sottili 39: alpe di neggia

alpe_neggiaMarco mi ha invitato in uno dei suoi posti favoriti, la salita dell'Alpe di Neggia, al confine tra l'Italia e la Svizzera, nel Canton Ticino (clicca sull'immagine per ingrandirla).

Siamo partiti da Lugano, dove abita Marco, e dopo una trentina di chilometri eravamo alle pendici del monte.
Siamo dall'altra parte del lago Maggiore rispetto a Piancavallo, ma questa salita è altrettanto brutale di quella, Marco la conosce bene, io credo che si sentisse molto in forma e che mi volesse tendere un piccolo tranello, oltre al piacere genuino di mostrarmi nuovi itinerari, nei quali lui è maestro.
Diciamo che è sempre molto impreciso sulle indicazioni, stavolta ancora di più, quasi reticente, mentre io ho la necessità di conoscere prima le difficoltà del percorso, in termini numerici intendo, per prepararmi mentalmente, e soffro molto la salita al buio.
Anche se avevo capito che sarebbe stata dura, non sapevo come né perché, così ero pronto a qualsiasi cosa, in più avevo capito che lui era in forma e temevo che volesse tirarmi il collo.
In più non uscivo da dieci giorni, mi sentivo un po' inquieto.

Niente di meglio che una lunga marcia d'avvicinamento per rilassarsi, parlottare, prendere contatto con la strada e la bici e innescare lo spirito dell'uscita - questa tappe durano oltre le cinque ore e sulle salite lunghe si trascorre ogni volta quasi un'ora e mezzo, faticando insieme; per la riuscita impeccabile della giornata quindi è molto importante stabilire un buon affiatamento, consentirsi a vicenda di abbandonare la quotidianità, favorire il "volo" mentale uno dell'altro che si produce sempre nell'avventura.

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24/05/04

ruote sottili 38

In vista dei grandi passi alpini di giugno, in questi giorni di maggio affronto il problema del peso, contro i quattro chili in più che in salita si sentono.

Problema di equilibri e di previsioni, e anche di scommesse, mi pare, se davvero per muoversi il corpo ha bisogno di tanto oppure se si può accontentare di qualcosina di meno; e se può, come credo che possa, di quanto di meno?
Scommesse in questo senso, di quantità sottratte senza pregiudicare il funzionamento sportivo.

Procedo empiricamente, ogni volta che torno indietro e sto bene, mi dico che avrei potuto provare a mangiare qualcosina in meno, almeno finquando non sarò tornato a una massa che posso lanciare sulle montagne senza intossicarmi i muscoli.
Spesso quindi ho fame, perché non esco in bici ogni giorno, quando proprio non ce la faccio, mangio una mela.

Il peso purtroppo non cala. Ma perché?
Una sera poi cala di colpo di due chili, e non risale più.
Un po' ti confondi, non sai più cosa ha funzionato, cosa stai facendo bene cosa stai sbagliando.

E' molto meno pesante di quanto forse non sembri sentendomi raccontare, in realtà è un gioco con la tua idea di essere capace di fare qualcosa di bello anche se non strettamente necessario, e la bellezza è l'immagine di un uomo in bicicletta sulle montagne più alte d'Europa - per chi la vede.

Sul filo della scommessa di scoprire le risorse necessarie, ho scalato le colline familiari di Casteggio, arrivo in cima bene e a venti secondi dal mio record, ma mi accorgo che si è accesa la luce della riserva e allora prendo una scorciatoia per eliminare dal percorso la seconda parte delle difficoltà previste per oggi.

dati:
tempo: 1:40:23
distanza: 42.39
media: 25.3

13/05/04

ruote sottili 37

Comincio anch'io a preoccuparmi per il peso, come altri in rete, per un motivo concreto: in giugno ci sono i grandi passi alpini.
Ogni chilo che hai addosso in più è un vantaggio che regali alla gravità, che ne ha già tanto di suo.
Come mi sono reso conto molto bene a Piancavallo per esempio, una volta di più.
Peso 75 chili adesso, contro i 72 di quando sono in forma.
Maggio è dedicato a limare quei tre chili, che fanno una differenza importante.

Questo vuol dire uscite al medio, cioè sui 144 battiti al minuto, il più lunghe possibile.
A quella frequenza cardiaca, per fornire energia il corpo utilizza prevalentemente grassi, bruciandoli, ecco perché quella è l'andatura migliore per perdere peso.

E' un andare un po' noiosetto, ma se ti concentri quasi quasi riesci a percepire i grammi che volano via da te, pedalata dopo pedalata, e continui ad andare.

dati:
tempo: 1:44:53
distanza: 49.97
media: 28.6

09/05/04

ruote sottili 35

Tra una pioggia e l'altra, tanto per rimettere in moto le gambe, tutto al medio per cominciare a lavorare seriamente sul peso.

dati:
tempo: 1:48:52
distanza: 49.37
media: 27.2

New York

Los Angeles

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