03/03/05

gutemberg game: over

Sui blog non ho mai visto una cosa del genere: una cronaca che occupa cinque o sei post di uno stesso blog per diversi giorni, e il fenomeno, finora così raro, che si ripete in tre diversi blog che fanno la cronaca dello stesso incontro - mai visto.
Oltre che qui su palmasco, succede qui e qui.
Certo, non sono un esperto della rete e neanche un suo lettore onnivoro, basterebbe dire che non uso i feed, però non mi pare di aver già visto una cosa del genere, né di averne sentito parlare da altri.

Adesso mi riavvicino idealmente alla tenda, dove all'inizio della mia cronaca ho lasciato LaLipperini e Serena a discutere la riuscita della tavola rotonda sotto i miei occhi, e annoto questa singolarità dalla parte dei +.

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02/03/05

gutemberg ciak: specifico: seconda

2. Riconosco che si potrebbe trovare una definizione migliore di "contenuti legati e limitati all'esperienza diretta dell'autore" per indicare il secondo vincolo della scrittura da blog, ma finora io non ci sono riuscito, quindi me la tengo nella sua brutta opacità, in attesa di sintesi migliori.

L'importante, per ora, è che siamo daccordo su cosa s'intende, e l'accordo sembra essere stato trovato perfino tra gli avversari della scrittura da blog, quando hanno riadattato il fortunato termine fuffa per bollare una scrittura considerata onanistica, autoreferenziale, ombelicale.
Onanistica, autoreferenziale, ombelicale non sono forse aggettivi che significano tutti "contenuti legati e limitati all'esperienza diretta dell'autore"? (- Definizioneee. - Sì? - Sei brutta, ma utile. - Grazie.)
Siamo quindi tutti daccordo che l'esperienza diretta del blogger è il secondo vincolo della sua scrittura, anzi a me sembra una specificità.

Non so... in letteratura abbiamo un Hemingway, che pur di uscire da sé usa la terza persona e si arruola nella Croce Rossa per partecipare alla guerra vicino alle prime linee, della quale non sapeva nulla, ma di cui voleva scrivere, disponendo d'informazioni di prima mano, tanto per fare un esempio estremo ma chiaro; mentre i blogger invece iniziano a scrivere a partire dal motorino d'avviamento della loro macchina che li ha piantati in asso e spesso, se non si sfascia niente, né i loro amori né le loro amicizie, scrivono il post che prima o poi tocca a tutti: oggi non ho niente da scrivere.

Tra gli uni e gli altri, a parte la qualità di scrittura che qui non voglio nemmeno considerare, si vede abbastanza bene una differenza d'impostazione, direi, e soprattutto: la vediamo tutti, amici e nemici.
Cercherò di metterla a fuoco meglio.

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01/03/05

gutemberg ciak: specifico: prima

Alla fine della sintesi degli interventi, non dimentico che devo anche rispondere alla domanda introduttiva: la tavola rotonda dei blogger a Galassia Gutemberg è riuscita? Quali criteri di valutazione sarebbe giusto scegliere per deciderlo?

Prima però devo completare l'esposizione dei contenuti che sono circolati, e riferire adesso in particolare quelli che sono circolati nella mia testa, che appartengono alla serata perché ne sono stati sicuramente suscitati.
Qualsiasi aberrazione o scollamento ci si trovi rispetto alla sintesi degli interventi, è quindi colpa di quella testolina.

Dunque: c'è o non c'è una specificità della scrittura da blog?
Per rispondere secondo me bisogna cominciare a dire che la scrittura di blog ha due vincoli fondamentali:
- l'impiego dei link nei singoli post;
- contenuti legati e limitati all'esperienza diretta dell'autore.

1. Riguardo al primo si può cominciare in forma negativa, e dire che non è obbligatorio mettere dei link nei propri post.
Eppure tutti possono riscontrare facilmente che perfino blog con tantissimi accessi ma senza link, come sono quelli di alcuni giornalisti per le proprie testate, non hanno alcun impatto sulla blogsfera: trasferiscono nella rete dinamiche e dialoghi esterni, vivono dei propri numeri, servono i propri scopi, hanno il nome di blog, ma dal punto di vista della rete di blogger, intesa in senso ristretto, cioè come sorgente di altri discorsi, non esistono - i loro argomenti e temi, le affermazioni che immagino producano non circolano e non sono conosciute: non fanno scrittura.
Sono totalmente appiattiti sui temi e i tic linguistici dei media maggiori, televisione e grandi giornali;basta leggerli un po' per accorgersi subito che anche i lettori/commentatori più evoluti, che tra quelli che hanno sono pochissimi, usano concetti e motivi ripresi pari pari dai media maggiori, probabilmente senza nemmeno rendersene conto: credono di dare la propria opinione, invece testimoniano dei giornali che leggono.

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gutemberg tease: uno strip

Cosa voleva dire Effe di Herzog, scavalcando la cattedra dietro la quale l'avevano messo, e lanciando il cartellino col suo nome al pubblico affamato di mutande, cioè di cambiamenti?
Voleva spogliarsi? Dell'autorità conferita al relatore?

In molti hanno discusso la formula convegno, anche in giro nelle varie cronache del giorno dopo, dubitando dell'utilità di un modo simile di parlarsi: unidirezionale, dalla cattedra verso l'uditorio, dal sapere verso la voglia di sapere.
Risponderei con un paradosso: se gli allievi non possono insegnare, gli insegnanti non possono imparare.

Effe però ci ha incantati tutti, direi, quando con una semplice immagine, le ali che crescono addosso ad ogni post, quando i commenti e i link lo fanno decollare, per sostenere i lettori che si affidano al post e portarli altrove, ha chiarito immediatamente il senso della propria presenza.
L'immagine, molto suggestiva, fa parte del concetto di portanza, riadattato da lui per gli scopi della tavola rotonda "Scrivere: dentro o fuori la rete?".
Portanza: siamo tutti nani sulle spalle di giganti, dunque l'immagine di Herzog è figlia di sapienze ben radicate nel tempo e nella tradizione; siamo tutti ciechi, portati in giro da Omero che ci vede per tutti noi - ecco: portati in giro.
Come si vede sono concetti che difficilmente si possono considerare nuovi.

Eppure è vero lo stesso, e nessuno dei blogger presenti in sala ha potuto o voluto negarlo: quando finalmente un post riesce a sollevarsi dalla quotidianità trascinando anche tutti quelli che lo commentano, lo linkano, lo amano o ne ridono o lo odiano, quel post funziona come un paio di ali - dice Herzog - capaci di portarci tutti oltre.

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il caschetto di gutemberg

A Galassia Gutemberg Loredana Lipperini, aka LaLipperini, ha ruotato tutto il tempo intorno alla questione che considera giustamente centrale: qual'è, se esiste, la specificità della scrittura in rete?

Direi che si è limitata a fondare la domanda, ma non ha neanche provato a dare una risposta perché, come ha detto chiaramente, secondo lei non c'è una specificità della scrittura in rete, certamente non di quella narrativa.
E' un peccato che il suo tema non sia stato sviluppato da altri, quella sera a Napoli.
Bisogna riconoscere che probabilmente non c'erano le condizioni per farlo - è un tema troppo importante perché si possa svolgere senza essere stati avvertiti e avere avuto un po' di tempo per preparare qualcosa - ma non credo che sia passato inosservato, e credo che sia uno stimolo di quelli che lavorano a lungo termine, appena sotto la superficie.
L'importante, secondo me, è che sia stato lanciato - non che sia una novità assoluta ovviamente, ma è stato finalmente inserito in un contesto raro per i blogger: quello in cui tutti ascoltano le stesse parole contemporaneamente.

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28/02/05

gutemberg no smoking (intervallo buffo)

(vuoi leggere 1. e 2.?)


Nella sala in penombra dove si aspettava l'inizio di "Scrivere: dentro o fuori la rete?", un titolo che si potrebbe definire molto vetero oppure completamente futuribile, non si sa bene, perché invece un dibattito molto attuale, molto "del presente" si sarebbe dovuto chiamare scrivere dentro E fuori la rete, alle sette e venti ricominciano i loop di quelli in piedi che si sono appena conosciuti, che alle sette avevano iniziato a scambiarsi presentazioni e frasi classiche di primo incontro, convinti di essere interrotti presto, visto che l'orario indicato per l'inizio della tavola rotonda erano proprio le sette.

(Tra i relatori meglio di tutti stava sicuramente Effe di Herzog, l'unico che saggiamente riceveva i fans che volevano stringergli la mano comodamente seduto su una delle poltroncine della platea, mentre gli altri, circondati da persone animate dalle stesse intenzioni, cominciavano già a saltellare da un piede all'altro, scomodi, quando i minuti di quella rosolatura lenta erano già diventati troppi, cioè venti secondo il mio orologio).

Aspettavano tutti, anche se pochi lo sapevano, la caricatura dell'uomo d'apparato della Glasnost russa dei tempi di Gorbaciov, che finalmente è arrivata alle sette e venticinque, neanche tanto affannata, anzi con un simpatico sorriso sovietico stampato sul grugno.

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galassia gutemberg & 3G

(Nota introduttiva)

Giuseppe G. Granieri - la g in mezzo sta, per i pochi che ancora non lo sapessero, per Guru - ha applicato alla scrittura in rete la sua teoria preferita: che il sistema di collegamenti e rimandi, costituito soprattutto dai link, ma anche dalle reazioni personali introdotte nel sistema grazie al proprio blog o ai commenti, finisce per selezionare lettori e contenuti, e farli incontrare, appunto, sistemicamente - quindi in modo naturale.
Il circuito che si crea, di dialogo diretto o indiretto tra il materiale che si mette in rete e l'attenzione che viene in messa in rete dagli altri partecipanti, incide e influenza la scrittura e la scelta dei temi.

Ha raccontato delle esperienze di BookCafé e di Fabula, (condotta da Jacopo De Michelis) che avevano tentato di avviare un sistema di pubblicazione narrativo, o letterario, nel quale gli scrittori fossero immediatamente in contatto con lettori evoluti e partecipativi, all'interno di una discussione a più voci accessibile istantaneamente a tutti, poi fallita per mancanza di lettori adeguati.

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gutemberg mon amour (nota introduttiva)

Già nel corridoio fuori dalla sala si è cominciato a discutere se "Scrivere: dentro o fuori la rete?", uno degli episodi di Galassia Gutenberg, fosse riuscito, mentre Robba leggeva al microfono qualche sua composizione e Proserpina sul palco la guardava aspettando il suo turno, in coda alla tavola rotonda appena terminata e ancora fumante.

Non c'è dubbio che la serata a cui abbiamo assistito abbia avuto, nel suo insieme, poco glamour, ma anche contenuti piuttosto interessanti e spunti particolarmente incisivi: nella spinta tra queste due forze, la soddisfazione intellettuale e l'insoddisfazione eventuale (? cioè dell'evento...), si radica il senso della domanda che si sono fatti in molti.

Nel corridoio c'erano Serena (della quale sono incerto perfino sul nome, e me ne scuso) la moderatrice e organizzatrice dell'incontro, e Loredana Lipperini una dei relatori, e già da subito, mentre ancora ci arrivavano le voci del microfono da dietro la tenda, non mi sembra che si facessero la domanda sulla riuscita soltanto per posa.
Del resto i primi commenti che ho letto in giro sono piuttosto critici, aggravando i dubbi.
Visto che molti contenuti sono stati davvero interessanti, e lo vedrete quando li riporterò tra poco, m'è preso il dubbio che siamo talmente condizionati dai dibattiti in televisione, che non sappiamo più rinunciare al glamour.

Glamour: nessun grande proclama in "Scrivere dentro e fuori la rete", non duetti o appassionanti contrapposizioni tra personalità carismatiche, niente risse o insulti, niente comici: questa è, sarete daccordo, la vera, moderna, mancanza di glamour (in aggiunta all'eterna mancanza di glamour di una sala enorme e squallida, dai brutti marmi anni '50 tutt'intorno, scalini che le davano un'aria irrimediabile di luogo di passaggio semiabbandonato, illuminata male e scaldata ancora peggio, cioè non scaldata, proprio nell'anno in cui a pochi chilometri da qui, a Lagonegro, c'è più neve di qualsiasi rinomata località dolomitica).

Se qualcuno, ad esempio io, si rifiuta di adottare i criteri di valutazione televisivi, o non li conosce, o non li capisce, è ancora possibile rispondere all'inevitabile domanda sulla riuscita di quello che hai visto e sentito coi tuoi occhi, lontano dalle teleKamere?

(segue)

(n.b. Purtroppo il link al post - al post non al blog - di Malvino con i commenti a Galassia Gutemberg non funziona, nonostante sotto ci sia una bella scritta "permalink", quindi il mio link porta al blog e non al post a cui mi riferisco. Mi spiace, non ho modo di aggirare l'ostacolo. Il post è il terzo o il quarto, stamattina, dopo una fotografia inequivocabile...)

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