Niagara drops on my lens
« marzo 2008 | Principale | maggio 2008 »
Più che altro per non lasciare Lyonora lì per tutto il w.e.
Che parto e non so se riesco ad aggiornare.
Fooga-camp è stata un'idea felice.
E' stato un twit. Per favore dammi qualche paragrafo d'attenzione, per cercare di spiegarti l'analogia.
L'opinione più condivisa sul successo di Twitter, dice che nella semplicità del servizio sta il suo potenziale.
Pochi caratteri, maledetti e subito :-) Nient'altro. Ma anche la domanda di fondo, "what are you doing?", non è niente male, aggiungerei insieme ad altri.
Diceva Tommaso Sorchiotti al fooga-camp, che in questo momento Twitter è pressato da un sacco di necessità da parte dei suoi utenti, che ci hanno preso gusto e vogliono di più. Di meglio e di più.
Twitter al momento sembra volere ignorare ogni richiesta, non dimostra interesse, mi pare d'aver capito, alle tante possibili applicazioni che sono state sviluppate sulla sua semplicissima idea di base, o che potrebbero essere sviluppate.
Chi ci vorrebbe le foto, chi lo vorrebbe più integrato ad altri servizi, eccetera.
Loro niente. Per il momento sembrano avvinghiati all'idea originale, di essenzialità del servizio.
Li capisco.
C'è qualcosa di affine al gusto per gli spider inglesi degli anni '50 nell'idea di un servizio semplice ed essenziale.
Veniva dalla voglia di viaggiare, errando, dalla libertà di andarsene, aria in faccia e capelli al vento.
Ma capisco anche che oggi tutta quella scomodità non è più tollerabile, o lo è difficilmente, volanti durissimi, assetti precari, sicurezza incerta: soffocato da traffico e inquinamento, il romanticismo della strada è decisamente tramontato, servono macchine diverse.
Probabilmente il romanticismo di twitter è ancora nella sua epoca d'oro, e loro credono giustamente che al momento non occorra altro che un volante e quattro ruote.
Si vedono bene le ragioni di entrambi. Da quale parte pendere?
Il romanticismo di Twitter secondo me è quello dell'avanzo, del resto, dello scarto di lavorazione. Come i trucioli, per capirci, scarto e resto della lavorazione del legno.
Lavoriamo su informazioni e idee, ci dobbiamo concentrare per assimilarne di più, meglio, in tempi più brevi. Ci dobbiamo concentrare perché le sintesi che offriamo siano accurate, esaustive ed abbiano appeal. Il nostro valore aggiunto è la capacità di sintesi, per questo ci dobbiamo concentrare.
Con Twitter ci accorgiamo che il cervello che lavora, che si concentra, produce residui in gran quantità, scarti, avanzi. Trucioli che non valgono niente, ma che vengono prodotti lo stesso. Perchè non raccoglierli, con semplicità estrema, non so, allineandoli?
Ne viene fuori un prodotto, una specie di compensato, forse non attraente, ma estremamente utile.
C'è qualcosa di appagante a livello profondo, nella percezione che i miei scarti di concentrazione non vengono buttati via, non vengono sprecati, ma contribuiscono ad una tavola generale dei prodotti di scarto dell'attività cerebrale :-)
Per il mio cervello, che rispetto alla concentrazione funziona per bruschi on/off, è appagante leggere il twit di quelli che seguo, ma anche depositare gli avanzi scrivendone uno io.
Guarda Scoble per renderti conto! Uno dei twitter e blogger più famosi e impegnati. Guarda la massa abnorme d'informazioni che processa, sulla quale ha fatto il suo successo, guarda i suoi twit fluviali, straripanti: sono informazioni che strabordano, gocce che fanno traboccare, scarti di processi informativi.
La semplicità di twitter funziona perché si appoggia sul processo cerebrale sottostante, di recupero degli scarti di concentrazione. Una funzione chiave del funzionamento del cervello umano. Evidentemente molto appagante :-)
In questo senso, rispetto alle circostanze, il fooga-camp è stato un twit. Su scala più ampia :-)
Mi sono alzato alle 5.45 di sabato mattina, per il treno delle 6.55, per essere a Mestre in tempo, attratto dal titolo favoloso: Twittercamp; favoloso e suggestivo per chi twitter se lo gode un sacco, e gli piacerebbe rifletterci sopra insieme.
Una levataccia.
Se me ne sono andato dal twittercamp alle 12.30, caro organizzatore, penso che sia difficile non ascoltare le mie ragioni, visto che ho dimostrato concretamente voglia di partecipare e disponibilità.
Se ti scrivo qui, è per fare un discorso generale sui barcamp, critico, ma non distruttivo, perché comunque io il 19 aprile il mio bel barcamp sul tema twitter l'ho fatto lo stesso, per le calli e i campi di Venezia (anche nei bacari, se è per questo, ma che c'entra?). Come ti puoi immaginare, ho passato una giornata favolosa, c'era un sole! Nel gruppetto che è venuto via, sono state espresse un sacco di idee interessanti su twitter, di discussioni.
L'abbiamo chiamato fooga-camp, una formula inventata lì per lì con Alice_gar, Elena_, Lyonora - in stretto ordine alfabetico. Raggiunti prontamente dalla banda Dema!
Ecco... insieme con altri mi sono subito inventato un altro barcamp, in puro spirito barcamp. Questo dovrebbe dirti, caro organizzatore, che insieme alla disponibilità e la voglia, non mi mancano iniziativa e risorse.
Allora perché le cose che avevo da dire, non le ho dette nel tuo capannone? Perché non ho ascoltato lì, le idee che ho ascoltato al fooga-camp? Perché nel capannone non c'era neanche un appiglio per la mia energia?
Perché?
Organizzatore tu sei stato bravissimo, perché hai rimediato gratis (mi hai detto) una splendida sede, il wi-fi e il sacchetto di cotone pieno di gadget (ma non la maglietta, forse per fortuna :-).
Ecco non vorrei che facciamo l'errore di credere che basti questo per fare un barcamp.
Ho partecipato a barcamp con poche persone, bellissimi. Il punto non è dunque nemmeno il numero dei partecipanti, organizzatore, anche se al tuo wiki s'erano iscritti in 120 e alle 11.30 eravamo sì e no in dieci.
Perché secondo me il punto fondamentale del barcamp, dell'organizzazione del barcamp, è nella capacità dell'organizzazione di mettere insieme, di unire!
Agevolare le conversazioni, gli incroci, le conoscenze, il contatto tra i partecipanti. Limitare quando siamo in tanti, incontrare quando siamo in pochi.
Io dico questo: quando verso le undici e passa di mattina mi vedevi passeggiare avanti e indietro come un leone in gabbia, quando hai visto che ho fatto ogni sforzo per parlare con te e con gli altri, ma sempre da solo passeggiavo avanti e 'ndrè, tu secondo me hai il dovere, organizzatore, di prendere 10 siede, metterle in cerchio, e farmici sedere insieme agli altri nove che come me vagavano sperduti. Vedrai che il tuo barcamp nasce da solo!
Se no inevitabilmente ti parte sotto gli occhi il fooga-camp, specie se sei così vicino a Venezia :-) Per quanto mi sia piaciuta la laguna, e le conversazioni che ci ho fatto sopra, voglio anche che tu sappia e creda che io le tue idee sul tema twitter, visto che ci hai organizzato sopra un barcamp, le avrei ascoltate volentieri.
Diciamo che sarebbe stato gentile mettermi in grado di farlo, anche visto quanto puzzano gli intercity italiani, che sono stato costretto a prendere, perché era l'ultimo treno in partenza da Mestre.
Il wi-fi è lentissimo. In compenso c'è hsdpa a bomba.
Ultimi commenti