abandoned sins
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Sono stato in Toscana per qualche giorno.
E' un paesaggio meraviglioso. Il bianco e nero è uno straordinario mezzo espressivo anche per il panorama naturale, spero che si veda.
Contrariamente al solito, quindi, sospendo il ritratto per le foto in Toscana.
Zoro "states" cioè: afferma.
Non so perché questa foto mi piace così tanto, è vivace, buffa. La sciarpona che lo protegge... le sopracciglia inarcate... l'atto quasi nostalgico di cercare di dire qualcosa. In foto? In foto :-)
Non so, lui non ne è convinto, ma dice che si fida, dice che il fotografo sono io :-)
Gli occhi sono lucidi di febbre, per questo lo ringrazio di essere venuto sul set a farsi ritrarre :-)
E' stato un incontro al quale tengo molto, nel senso che ha contenuto il suo istrionismo naturale, e si è lasciato guardare senza muovere un muscolo.
C'erano mille motivi per non farlo, credo che il risultato invece sia affascinante :-)
La mia foto preferita forse è un'altra, che metterò dopo, ma mi sembrava giusto ricambiare la sua cortesia, e cominciare con una di quelle che gli sono dispiaciute di meno :-)
E' lui o non è lui? :-)
Eh? Eh? Eh? :-)))
Quando parlo di luce "descrittiva", dico questo: quanti bianchi diversi ci sono. Quanto dettaglio nella pelle, quanti dettagli sfuggiti alla cura di sé.
Forse non ne sono consapevole, ma in fondo non è necessario esserlo. Anche se c'è un godimento ricco d'energia, nella percezione di "bianco" come processo, piuttosto che materia inerte.
Da un punto di vista tecnico la difficoltà è illuminare con una sola fonte luminosa tutta la scena.
La stessa luce che picchia sul polsino in primo piano per dire bianco inequivocabilmente, ma bianco di cotone, di tessuto, deve dire bianco dello sfondo mezzo metro più in là, bianco indifferenziato dell'assenza di un luogo preciso. Senza bruciare il volto, che bianco non è :-)
Adesso mettiamoci di fronte alle soluzioni possibili, poi ti dico come ho fatto, che non ho più spazio.
Molto diversa, non ti pare?
Quando sono arrivato la prima volta in Sketchin per qualche ritratto, era ora di pausa. In ufficio c'erano soltanto Alice e Lyonora, Alice suonava la chitarra seduta su una poltrona al lato opposto dell'ampio spazio dell'ufficio. E' rimasta sullo sfondo, sono andato a mangiare qualcosa con Lyonora, la mia guida.
Non voglio raccontare una storia hollywoodiana, tutto sommato è normale che sia andata a truccarsi un po' quando s'avvicinava il suo turno. Ha tolto gli occhiali, messo gli occhi in risalto, ha dato una forma al suo ritratto, s'è fatta "presente".
Alice mi ha ucciso, nel senso che le sue foto sono tutte interessanti e: molto diverse una dall'altra - ti farò vedere :-)
Tutto è successo sotto i miei occhi, ovviamente, la cosa straordinaria, per me, è che non mi sono accorto di nulla!
Mi chiedo: come ha fatto a nascondermi il grande lavoro che stava facendo?
Quali arti magiche ha usato? Stregoneria?
:-)
Un elemento misterioso aggiunge moltissimo all'esperienza, Alice ha dato al mio lavoro sul ritratto una dimensione in più, molto preziosa, per la quale non finirò mai di ringraziarla!
Queste sono le cose dal suo punto di vista.
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