"This is how this portraits were made. (...) I work in the shade because sunshine creates shadows, highlights, accents on a surface that seem to tell you where to look. I want the source of light to be invisible so as to neutralize its role in the appeareance of things".
Richard Avedon, foreword to "In the American West".
(english version at the bottom of the page)
("Ho fatto questi ritratti così. (...) Lavoro all'ombra perché la luce diretta del sole crea ombre chiuse, luci sparate, accenti sulle superfici che sembrano indicare cosa guardare. Voglio che la sorgente luminosa sia invisibile, per neutralizzare il suo ruolo nell'apparenza delle cose".)
Adesso che per scrivere il post torno alla lettera delle parole di Avedon, che avevo annotato per trovare la mia luce, mi risultano incomprensibili i passaggi mentali che ho fatto per ottenerla, ma non scorretti. Perché Avedon, come si vede, parla di luce naturale, schermata perché non sia troppo diretta.
Non so più davvero come ho fatto a tradurre gli ampi cieli e la forte luce del west americano, nell'idea che a me serviva una luce frontale, estremamente morbida, "descrittiva", molto diffusa.
Una luce da sparare su un pannello diffusore, pensavo, riflessa per esempio da un polistirolo bianco, abbastanza ampio da illuminare la figura.
Come si vede dalla foto qui sopra, la mia traduzione delle necessità di Avedon è stata piuttosto fedele, per avere ottenuto una luce vibrante, ma nello stesso tempo ampiamente descrittiva, basta guardare la trama del pullover e il dettaglio degli occhiali e della pelle, e delle rughe sulla fronte che si leggono alla perfezione (almeno sul mio schermo... :-).
Il problema di questa luce, è che a differenza di Avedon, io non ho un paio di assistenti che mi trasportano luci e polistiroli, stativi e diffusori in giro. Sarà già difficile raggiungere 250 persone con l'idea itinerante del progetto che ho io, pensare di portarle ad una ad una in studio... beh... l'ho escluso da subito.
Mi sono messo a lavorare per rendere portabile il mio set :-)
Now that for the purpouse of writing this post I go back to Avedon's words, the mental steps I did to go from them to my light, are incomprehensible, but not wrong. Avedon is refering to natural light, as you can read, shielded to make it less harsh.
I can't undertand any more how could I translate the wide western skyes and strong lights, into a straightforward, really mellow, "descriptive", reflected studio light.
A light to bounce over a white, polystirene panel, I thought, wide enough to light a human body.
As you can see in the portrait up here, my translation of Avedon's necessities is pretty accurate, for I reached a vibrant light, but fully descriptive, as it is clear in the pullover texture, and the glasses detail, and face and wrinkles on the forehead, which are perfectly seen (at least on my screen :-)
The problem with this light is that I have not, as Avedon did, a couple of assistants to carry around lights, screens, and so on. It's going to be difficult to reach 250 people making the project an itinerant one, but the idea of bringing each of them here to the studio... well... no way :-)
So I started working to make my set a portable one :-)

Quando ci spieghi il perché di una profondità di campo così ridotta? Peraltro in questo secondo ritratto la apprezzo molto di più che non nel primo :-)
Scritto da: PseudoTecnico | 08/03/2008 a 14:24
Se cerchi un assistente-volontario-non-retribuito batti un colpo, sarebbe un onore.
Scritto da: DaniloP | 08/03/2008 a 14:44
in questo ritratto sei meno sconvolto, vuol dire che le cose cominciano ad andare per il verso giusto :D
Mi associo a Pseudotecnico sulla pdc
Scritto da: robie06 | 08/03/2008 a 15:15
WOW che figo, me lo presenti? ;)
Scritto da: susan | 08/03/2008 a 17:35
Sarà, ma io questa profondità di campo l'apprezzo tantissimo.
Rende protagonista lo sguardo ;-)
Scritto da: LaLui | 08/03/2008 a 17:38
Ciao!
...ci siamo conosciuti al GGD, finendo la bottiglia di averna al bancone!
gran belle foto, anche la gallery su flickr!
cris
Scritto da: Cris | 09/03/2008 a 01:22
Grazie a tutti :-), ciao Cris, mi ricordo perfettamente dell'Averna:-) ... e anche di te :-)
Sulla profondità di campo dirò sicuramente di più in seguito, ma da un certo punto di vista temo che niente potrà essere soddisfacente, perché alla fine in fondo si tratta di una scelta di base, di gusto, di senso generale dell'immagine.
A questo proposito, anticipo che la scelta di una certa profondità di campo piuttosto che un'altra, secondo me si comprende all'interno della riflessione generale sulla differenza tra fotografia e immagine.
In breve, ma poi sarò più diffuso, non tutte le fotografie sono immagini (di qualcosa), e non tutte le immagini sono fotografie :-)
Perché una fotografia sia un'immagine, deve avere in sé anche dei segni che dicano più di quanto mostra la sua superficie.
Ad esempio fino a quando si usava il negativo, alcuni hanno usato la convenzione di stamparne anche i bordi sulla foto finale, per mostrare e segnalare (dare segno) che il momento creativo è stato in ripresa - cioè che le decisioni fondamentali d'inquadratura sono state fatte in ripresa, e non a posteriori in camera oscura -, segno che significa qualcosa di preciso: concorre a stabilire i canoni e le modalità dell'immagine. Eccetera eccetera.
Io ho la sensazione forte che l'ampia sfocatura dei miei ritratti, dovuta alla ristretta profondità di campo, metta le mie fotografie direttamente in contatto con i ritratti antichi, che più o meno consapevolmente tutti conosciamo, quando la ristretta profondità di campo era dovuta alla scarsa qualità (poca luminosità) degli obiettivi.
E' un effetto, un segno che ci connette ai pionieri del ritratto, della fotografia.
Un sapore che a me pare adeguato a rappresentare i blogger come pionieri di una terra nuova :-), oltre a piacermi molto esteticamente.
Scritto da: palmasco | 09/03/2008 a 12:30
Mi associo per la richiesta di un assistente...:)
farai un ritratto anche a me , un giorno ? :)
(mi piacerebbe, te lo confesso)
Scritto da: stefigno | 10/03/2008 a 01:21
Mi associo per la richiesta di un assistente...:)
farai un ritratto anche a me , un giorno ? :)
(mi piacerebbe, te lo confesso)
Scritto da: stefigno | 10/03/2008 a 01:21
Ma certo che ti fotografo! Immagino che sarai al Materacamp, no?
Io al 95% sono lì, figurati se mi faccio scappare il tuo faccione ;.)
Scritto da: palmasco | 10/03/2008 a 08:45
Ah, sì, Avedon ma non solo. Slightly out of focus, eh? Inconfondibile
Palms, per dirla tutta, parafrasando un vecchio amico: s'ì fossi fica ti scoperei
In gamba ragazzo eh
Scritto da: alberto d'ottavi | 11/03/2008 a 08:55
Oh Albi :-)
Se avessi già 18 anni, ci potrei pure stare :-)))))))
Scritto da: palmasco | 11/03/2008 a 11:31
:DDD
Scritto da: alberto d'ottavi | 11/03/2008 a 15:01
A me quelli che hanno degli occhi così chiari fanno un'invidia..
(scusate se non sto nel tema "foto..")
Scritto da: elena | 12/03/2008 a 20:53