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13/09/2007

susan


susan, originally uploaded by palmasco.

Anche se ho chiamato la foto "Susan", credo che sia più un mio ritratto interiore di quanto non lo sia di lei.

Il fatto è che, come si vede, c'era gente dappertutto, barcampers, che vuol dire macchine fotografiche e videocamere e riprese a raffica.
E c'era vento.
Quando siamo andati via dal molo, Susan viene da me e mi dice che di solito si veste abbastanza abbottonata, raramente con una gonna corta come quella che indossava. Aggiunge che quando il vento gliel'ha fatta volare via, s'è sentita molto a disagio.

Esposta forse? Ripresa? Svelata?
Termini che valgono sia per una pellicola che per una persona, con valori diversi.
Da questa intimità così immediata, inaspettata e fluente, sono rimasto molto colpito. Sono così poco pudico, proprio io che ho ricevuto la confessione, che era come se un alieno mi parlasse di un altro mondo a me del tutto sconosciuto.
Eppure l'impronta della confidenza mi ha afferrato, lasciato un segno, un'impronta. Un pensiero, un riconoscimento.

Ecco... la foto, dove Susan è così piccola rispetto all'inquadratura, da non essere quasi visibile, rispecchia bene, credo, la mia estraneità al contenuto della sua comunicazione, eppure proprio per quell'apertura inaspettata, non riesco a non vederla come una foto di lei, che mi dice di lei.
Quando la guardo io vedo lei. Soprattutto lei.

E' quella nella postura anni '50, un po "Vacanze romane", con la maglia bianca e le gambe scoperte.
E mi ricordo di quel flusso inaspettato di confidenza e intimità.
Non so se tutto ciò si veda, ma è una bellissima impronta che mi è rimasta dal Romagnacamp, e insieme alla foto qui sopra, forse un po' riesco a spiegarmi.

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Commenti

non vale farmi piangere alla mattina presto! :)

in quell'istante non mi sono accorta che mi fotografavi, ti avevo visto qualche istante piu' tardi.
Il resto e' stato solo lasciare andare l'istinto.
non sai quanto sia bello vedersi con gli occhi degli altri, lasciare andare la propria immagine interiore per scoprirsi diversi, piu' leggeri, piu' spontanei.
Grazie.

Tecnicamente malriuscita, si vedono gli spari del controluce nell'obbiettivo.
Non c'e' composizione, le linee di fuga non portano da nessuna parte e l'occhio vagola alla disperata quanto infruttuosa ricerca di un soggetto.
I personaggi non c'azzeccano, e nulla aggiungono o tolgono alla situazione.
Insomma si vede una cosa sola: una brutta foto.
Il Grillo Parlante

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