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15/11/2006

Commenti

zwie

ou ma pazzesco!! fantastico!! amerei sentir dire anche i commenti!

palmasco

Hai ragione, aggiungere i commenti è un'ottima idea, ora ci lavoro su. Grazie per l'entusiasmo!
Ciao

llu

quando l'udì l'altro giorno pensai adesso si che sono morti i blog, s'inaugura altra era, teatrale. Poi grazie a dio il romanzo non è morto con l'apparazione del cinema.
Felicitazioni

palmasco

Ehi ehi calma, mi sono soltanto divertito a registrare un mio post...
:-)

demetrio

a me posso dire non è piaciuto.

non l'idea, che invece mi aveva entusiasmato, ma la realizzazione.

a me è sembrato di sentirci una eccessiva teatralizzazione, che nel post, quello scritto non c'era, anzi.

ciao

d.

palmasco

Ti rispondo mentre in cuffia ascolto Baricco in diretta su Repubblica, che parla del suo saggio I Nuovi Barbari, pubblicato a puntate, che mi ha molto interessato.
Ti ringrazio del tuo commento, della franchezza di dire che non ti è piaciuto il podcast, e della precisione di indicare che è la teatralizzazione il punto che non ti convince.

Prima di tutto, io mi sono divertito un sacco a farlo.
Fuori dall'industria, della musica soprattutto, e del cinema, in rete le voci ci sono ancora poco. Non è un male. Da consumatore dico che non me ne servono di più. Da autore dico invece che subisco una suggestione forte dall'idea di mettere in rete voci private - cioè non sostenute dall'industria, ma dall'iniziativa personale.
In questo senso sono contento di quello che ho fatto, sono contento dell'entusiasmo manifestato dal primo commento di zwie, che è lo stesso mio, ed è la reazione che mi aspettavo per il mio piccolo esperimento.

Io non so leggere.
Tantomeno, direi, le mie cose.
Non ho una bella voce e la mia voce non mi piace.
Credo che l'idea di usare effetti, nasca da questi sentimenti.
Ma che poi si sia approfondita e sia maturata nel farsi.
Chiarita la genesi della scelta teatrale, ci sono cose da aggiungere, per me molto importanti, che sono venute con l'esperienza di seguire il mio sentimento e la mia voglia di sperimentare e divertirmi, che metto qui di seguito.

La teatralizzazione di un testo, che hai giustamente sottolineato come ha fatto anche Llu, obbliga l'autore a delle scelte, dunque a riflettere.
Riflettere contribuisce in modo decisivo alla creazione di un oggetto.
Per esempio credo che la mia lettura dica in modo abbastanza radicale e chiaro, cosa ne penso io dei blog e della loro naturale propensione all'Io. No?
Dunque nel momento in cui accetto di rendere teatrale la mia lettura, dico anch'io qualcosa sul testo, come un qualsiasi altro lettore, libertà che mi allontana ancora di più dall'autore.
In quel momento, in cui anch'io sono separato definitivamente dall'autore, Riavvia esiste come oggetto.
E', cioé, una cosa, frutto dell'esperienza di qualcuno, esistente nel mondo naturale, rispetto alla quale io posso avere un'esperienza culturale, soprattutto posso liberamente costruire la mia esperienza culturale.
Il teatro è questo, no?

Che buffo, no? - aggiungo passando a un piano personale di commento, leggero e divertito - tu e Llu avete manifestato disappunto in grado diverso, cioè: gli scrittori non hanno apprezzato...

Non so... a me pare che la mia lettura irriverente e scanzonata serva bene la serietà del testo, ma sicuramente la mette in pericolo, almeno per un attimo.
Capisco che per uno scrittore ciò possa invece essere leggermente ansiogeno.

Del resto a me ha sempre stupito molto che, recentemente, in tutto il periodo in cui l'ha pubblicato su Repubblica e in rete, nessuno degli scrittori e dei lit blog abbia speso una sola parola sul saggio di Baricco, che è ricco d'informazioni e di opinioni, espresse con una certa eleganza e coerenza, con supporti intellettuali consistenti, che quindi meritava attenzione direi.
Personalmente io mi sento impoverito dall'impossibilità di aver trovato finora una discussione sul tema, in quella che sarebbe la mia nicchia in rete.

Non potrei concludere senza dirti che da quando l'ho letto per la rete, non vedo l'ora di riscrivere Riavvia, perché adesso ho la sensazione di sapere meglio cosa volevo dire.
Dem, mio grande commentatore :-)

untitled io

Come tu sai palmasco (e forse qualcun altro sa), mi è capitato di fare più volte esperimenti di questo tipo: lavorando con la regstrazione della mia voce, su testi scritti da me in precedenza.
Dal mio punto di vista, ho sempre assegnato una grandissima importanza agli strumenti di registrazione. Non mi interessava una registrazione, per così dire, naturalistica: mi interessava la gestione delle piste, il controllo dei livelli di sonorità, dunque il tipo di microfono e il tipo di risonanza ambientale. Anche gli "effetti", sia pure in misura minima, sono sempre stati decisivi per me. Insomma, più che con la teatralizzazione della mia voce, mi piaceva lavorare a posteriori (su una voce inizialmente anche poco controllata dal punto di vista emotivo), e cioè in studio, avvalendomi di tutta la strumentazione tecnica alla quale potevo avere accesso. C'è qualche analogia fra questo modo di lavorare tecnicamente sulla pista preregistrata della propria voce, e per esempio la stampa di una propria foto: in entrambi casi, penso che il difficile sia arricchire il risultato di tutte quelle sfumature che gli si vogliono dare, pur preservando la naturalezza dell'emissione di fiato - o dello scatto, per dire. Per naturalezza ovviamente intendo un insieme di cose diverse, che poco ha a che fare col naturalismo: mantenere l'emozione nella propria voce, ripulendola di effetti secondari e sgradevoli che possano disturbarne la percezione, pur senza aggiungere ulteriori tonalità emotive - non "proprie" della voce stessa, posticce. Questo per me è stato sempre molto importante, avendo lavorato quasi sempre su materiali sciolti (lettere, annotazioni, elenchi, cose postate in rete).
Con questo: trovo che la voce di palmasco in questi post non sia particolarmente "teatralizzata", tranne forse in un punto: l'iniziale parola BLOG (che pure devo ammettere, contiene tanto ma tanto del sentimento ambivalente di palmasco riguardo al blog. Semtimento che ha sempre più o meno velatamente espresso, secondo me, in tutti i suoi post).
Temo di essere stata un po' confusa oltre che lunga, scusatemi, ma l'argomento mi appassiona moltissimo. Volevo parlare anche di un altro aspetto, e cioè di come cambia l'oggetto (il post, per esempio), se davvero poi cambia, con l'introduzione della sonorità. Tanto per introdurre la questione: per me la registrazione costituisce proprio una riscrittura, più che un mezzo tecnico di "resa". Un riscrittura che però non potrà che cambiare, in modo direi irreversibile, la direzione del testo originale. Ma penso che sia su questo che volevi lavorare palmasco, quindi mi fermo qui.

llu

dove hai letto che io non ho aprezzato? Infatti quando dici bloooog blog pensai nella distorsione che fai delle foto, se assomiglia alla distorsione delle voci

demetrio

c'è una posizione questa sì frusta vecchia e antica, che mi fa dire che la parola scritta è meglio della parola parlata.

questo perché io sono antipoetico, antilirico e mi rendo conto che quello che stai facendo tu, che in un certo senso pensa anna, si muove verso il poetico, il lirico: e io tutto questo lo sento come posso dire lontano.

d.

f_e_d

io ho molto amato.
non per aspetti tecnici (anche) ma perchè la sonorità aggiunge una dimensione ulteriore all'essere. non per mera sovrapposizione, pittosto per interferenza, per combinazione, per conflitto, per empatia.
forse perchè a me non interessa l'uso appropriato di un certo mezzo (e la competenza relativa, che si affina, fino al virtuosismo). mi interessa di più l'espressione dell'essere e la sua multidimensionalità. che non significa stratificare competenze a competenze e registri a registri o totale e inconsapevole naivetè. significa forse di più intersecare nell'attimo e nel punto del qui ed ora tutta l'intensità e le dimensioni di cui si dispone. che si sono, a furia di usurarle, fatte proprie. in un bilico rischioso e senza rete.
credo che abbia a che fare con quello che per me significa maturità (come nei frutti, pienezza).
ho scritto in fretta e non ho voglia di rileggere. so che poi cancellerei la metà per troppa esposizione.
f_e_d

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