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26/05/06

corner's colour

Cornerscolour


(foto palmasco)


24/05/06

lincoln time

Lincolntime


(foto palmasco)


23/05/06

sbarco

Sbarco


(foto palmasco)


22/05/06

rural charme

Ruralchic


(foto palmasco)


19/05/06

ciao, llu

"Forse se non ti avessi perso, avrei le idee cucite, come la rete dell'italiano", dice la narratrice di Llu al suo amore perduto, intendendo con "la rete dell'italiano" una rete di connessioni ben strette tra loro, senza buchi né inciampi.
Una connessione ideale, una relazione ideale, forse idealizzata.
Di certo nell'esperienza della narratrice, non c'è nulla che sia così lineare, senza soluzioni di continuità.
"Ma ti ho perso, dunque basta".


"Erano molte settimane che non mi compariva la tua bocca nel mezzo di tutte le cose, ma questa notte arrivai alle 45 e scoppiò. La lasciai lì bruciandomi fino all'alba, oggi è giornata di rovine".
C'è stato un incidente. Si direbbe che lei, la narratrice, scriva per circoscriverlo, quasi per isolarlo dalla vita circostante.
C'è stato un danno. C'è un danno.
Scrive forse per rendersi conto di quale sia esattamente, e di quanto sia grande?
C'è stato un danno:
"Se non rispondo al telefono mi rannicchio e guardo queste ramificazioni di Ramon y Cajal. [...] Forse sto demente quando mi si spargono le idee. Lo penso se vedo bambini piccolissimi che piangono. Li carezzi, così non gli si sparge la carne, li unifichi in una guaina immaginaria. Uguale ci sono bambini che nascono già con tutte le connessioni sfatte, male immaginati".

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17/05/06

nascondino a s.sepolcro 2

Nascondinoassepolcro2


(foto palmasco)

05/05/06

la predisposizione come chimica involontaria e pervasiva

Provare a tracciare la mappa del testo di qualcuno altro non è per niente facile, il territorio si presenta formato da pieni e vuoti, muoversi è sempre difficile e a volte perfino fastidioso, quando per esempio devi vincere la tua stessa inerzia e la voglia di mollare, ma anche, devo confessarlo, finisci per credere che le resistenze siano una specie di bussola.
Finché la materia si dispone così, favorendo oppure ostacolando le mie energie, sento di avere qualche ragione per credere di muovermi nella direzione giusta, o almeno, nella direzione che mi consente di restare aderente all'oggetto di cui cerco di parlare e di capire, un racconto di Llu: finché ho la sensazione che il cammino sia dettato dalle caratteristiche dell'oggetto esterno, la direzione non può essere che giusta, qualsiasi sia.

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04/05/06

altri

il nero
plana dal cancello
sul prato e sulle
margherite sui vetri
del lucernario
nera
non è la notte
nero è tutto il resto-

Chandra Livia Candiani ha scritto un libro, Io con vestito leggero.
Da Il primo amore.

New York

Los Angeles

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