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26/11/05

sì, no

Blasco è arrivato in città insieme al freddo improvviso.

Per tutto novembre siamo usciti alle quattro del pomeriggio a Milano, a sgranchirci le gambe in camicia e una giacca leggera, per strada a guardarci la punta delle scarpe, a passeggiare al vento tiepido.
Il giorno dopo senza preavviso era lì, al solito cappuccino in piedi un po' pressati, come animali al foraggio, punta delle orecchie gelata e l'eco dei racconti di quelli che arrivano dall'hinterland, dall'altro lato del bancone, che parlano di nevicate in atto.

Finito il tempo degli uffici, Blasco passeggia intorno corso di porta Ticinese, un bar dopo l'altro.
E' buio, e freddo.
C'è un muro subito oltre la porta, verso la chiesa di S. Lorenzo, detto il muro di Diesel, credo che lo sia davvero, nel senso che hanno comprato la concessione per l'utilizzo dell'enorme parete vuota e senza finestre.
Prima che Blasco arrivasse a Milano, c'era un enorme campo di calcio appiccicato sopra, verde, con le righe e le porte, soltanto in orizzontale invece che in verticale.
Adesso ci sono tubi fluorescenti rossi, che tracciano un enorme "sì" e sotto un enorme "no"; ai piedi della parete ci sono due pulsanti rossi, che per una questione di proporzioni sembrano piccolissimi, ma sono dei bottoni d'allarme, di quelli a campana che in metropolitana stanno lì grandi e rossi per fermare il treno in caso di guai, su uno c'è scritto sì, sull'altro no.
Pigiando sull'uno o sull'altro si cambiano i fluorescenti accesi, Blasco arriva con il sì ben chiaro nella piazza, si ritrova un bel no rosso fiammeggiante dopo il passaggio di un gruppetto di adolescenti, Diesel pensa sicuramente che sulla parete si legga il mood della città.
Blasco pigia il bottone del rosso qualche volta, un po' incredulo, non succede niente, forse non funziona più, pensa, e lo schiaccia nevroticamente un centinaio di volte, rapidissimo, ma sulla parete resta il no.
Credo che Blasco pensi che l'operazione concettuale è sicuramente quella del mood di città.

Ma forse distrattamente. In realtà cerca un bar.
Per una ragione o per l'altra non gliene va bene uno, ha tempo da perdere e un mood controverso.
Finisce nel più piccolino, quasi anonimo, come sono la maggior parte di bar di questa città, all'angolo con via ..., c'è soltanto il proprietario, il barista, e un filmato di Sky sui pipistrelli.
Poi entra un vecchietto scalcinato con gli occhiali a fondo di bottiglia, la panza, il cappello a falde buttato all'indietro, l'aria silenziosa e la voglia di compagnia, ordina un rosso e si mette a deglutire olive, ritmico.
Quattro uomini soli, guardano tutti la televisione, muta, mentre nel locale la musica va.
Blasco beve il suo Negroni e mangia aperitivi come uno di città, cioè a quattro palmenti e senza vergognarsi.
Si alza dal tavolo, prende due patatine, sparge la salsa su un frammento di pane, con un morso lo divide a metà, si risiede, sgranocchia la parte rimasta, con salsa piccante, beve un sorso, guarda la serata fredda fuori dalla vetrina, si alza, mangia un'oliva, si prepara un'altra salsa, torna a posto.
Sul bancone c'è anche la pasta, farfalle al tonno, ma per fortuna non ci sono i piatti bianchi di plastica che usano altri bar.

Il barista emette un suono.
Lo guardano tutti. Ha la camicia bianca, impeccabile, ben tirata su un ventre piatto e sodo.
E' quasi sprecato per un bar così, però ha la faccia contenta, perché questo è un bar col mood di città, assicura Blasco, e ci sarebbe da chiedersi cosa ne sa lui.
Gira intorno il bancone con la sua bella camicia bianca, e si mette subito fuori dalla porta a fumare una sigaretta, la chiude per bene col braccio dietro la schiena, si vedono le scapole alate sotto il tessuto.
Fuma. Anche quando ha finito di puffare la boccata, il fiato si condensa e fuma.
Rientra.
- Dovrebbero darti il Nobel se sopravvivi - gli dice Blasco con un sorriso.
Il barista lo guarda.
- Doppio assalto ai polmoni, ... sigaretta e freddo del cazzo, ... se non ti viene la polmonite dovrebbero darti l'ambrogino d'oro!
- Sono uno tosto - risponde ridendo.
- Dammi un Negroni.

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Commenti

entra un nuovo personaggio nella galleria, bene.
Il Blasco, che a me sembra un Palmasco, dico Palmasco il personaggio, più malconcio e melanconico, più interessato alla memoria, con uno sguardo dietro la testa.

d.

Oscillo fra il sospetto di uno sguardo che vede soprattutto se stesso e il sospetto di articolato un parere critico, ma, in entrambe le versioni, cos'è mai uno sguardo dietro la testa?
:-)

ciao, p

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