L'anno scorso sono stato minacciato d'espulsione dai commenti di Haramlik - e poi credo espulso veramente, ma ovviamente non ho controllato - perché ho scritto su quel blog ormai molto popolare da noi, che non ritengo giusto da parte di un'italiana sostenere l'odio verso Israele di un ragazzo egiziano, come scrive di aver fatto l'autrice.
Haramlik racconta in modo esotico la vita quotidiana di una straniera in Egitto, ha conquistato quindi molta simpatia e curiosità perché è scritto bene.
Particolarmente allarmato, quindi, dalle costanti espressioni d'odio contro Israele che si trovano sul blog, ho contattato per mail alcuni di quelli che lo linkano (non tutti), esprimendo le mie preoccupazioni e segnalando quanto mi era successo personalmente, per avere qualche reazione e seminare qualche dubbio.
L'unica risposta che ho ricevuto riguarda attenuanti generiche, poco significative, mi ha zittito ma non convinto.
Forse però ho mosso qualcosa, perché in questi giorni ho ricevuto una mail che mi ha fatto notare che, il 4 gennaio 2005, su Haramlik è stato scritto: "Ma pensa. Che bello. Un mondo senza Israele".
Lo segnalo qui perché quando leggo frasi del genere sento che insieme a me viene offesa anche la meravigliosa libertà del blog.
(Il post riferisce di una visita in Italia, e tra quello che riferisce di una giornata a Bolzano, ovviamente non c'è niente che abbia relazione col conflitto in medio-oriente, niente che giustifichi, o permetta di contestualizzare o di relativizzare l'affermazione malata di sopprimere Israele.
L'unico legame con Israele è la patetica affermazione che, secondo l'autrice, "in Italia non se ne avverte la presenza", detto come se fosse una fortuna.
Per aiutarla a rendersi conto della realtà, le suggerirei, tra l'altro, di fare un giro a Milano, dove la strada che ospita la scuola ebraica, frequentata da bambini e insegnanti, è chiusa militarmente da entrambi i lati, con i muretti a strisce rosse e bianche che si vedono anche alle frontiere di guerra per impedire l'accesso a qualsiasi automezzo, in modo da garantire la protezione degli allievi - barriera che esiste da ben quattordici anni, e non soltanto da quando il conflitto s'è infiammato di nuovo! - per vedere se si sente di ripeterlo).
Non capisco come Haramlik, che tra l'altro è un'insegnante e frequenta le scuole, possa confondere la simpatia che le ispira l'Egitto, con la necessità di eliminare Israele; ho cercato di farglielo notare personalmente, mi sono trovato espulso con metodi censori.
Consapevole che il mio post non fermerà l'odio di Haramlik, aggiungo due pensieri per me consolanti, uno più privato, l'altro importante:
- (sono abbastanza fiero di essere stato interdetto pubblicamente dai commenti di Haramlik);
- il pensiero di godere di un mondo senza Israele e senza israeliani per fortuna è già stato sconfitto un'altra volta nella storia, per quanto fosse sostenuto da persone e associazioni criminali, ben armate e molto potenti; figuriamoci quindi Haramlik, che a quanto ne so io non è armata, o non dovrebbe esserlo, e non sembra molto potente.
Tanto per restituire le dimensioni corrette ai fatti, aggiungo che so benissimo che qualche migliaio di lettori di un blog non sono certo una minaccia per Israele, ma dico anche che riproporre l'idea nazista ci offende sempre e ci offende tutti, e dico che un mondo dove i blog non scrivano cazzate, già condannate dalla storia e dai tribunali, sarebbe migliore.
hai ragione. maledettamente.
e spero che nessuno tiri fuori il tetro luogo comune degli ebrei sempre vittime.
è un discorso spinoso, ma io chiedo e mi chiedo?
è facile vivere in una società in cui puoi prendere un bus e non sai se salterà in aria o meno?
Nello stesso tempo, perché mica sono uno che ha gli occhi chiusi, credo che non sia giusto limitare di un uomo solo perché palestinese.
però, mi sembra che tagliare i discorsi con l'accetta. di qua i buoni e di là i cattivi, sia una cazzata.
per motivi, vari, tutti assolutamente personali, io non posso non dirmi ebreo; e che Isreale esista è per me importante.
Certo vorrei che ci fosse anche uno stato per i palestinesi: ma credo che la visione unilaterale - che anche in europa, e in italia è assolutamente maggioritaria - non serva.
Ti faccio un esempio, il Primo Maggio a Torino, i sindacati invitano a parlare sempre un rappresentante del popolo palestinese, sempre. Ogni anno. Io una volta ho chiesto ma perché non invitiamo anche un isrealiano per dire cosa prova lui, cosa significa per lui il terrore?
Imparare la complessità della storia, le sue mille facce.
d.
Scritto da: demetrio | 17/01/2005 a 19:15
Demetrio,
comprendo bene l'emotività del tuo intervento e vedo bene come sia stato scritto di getto, di conseguenza ne tengo conto, anche perché conosco le tue intenzioni e ti conosco.
Però vorrei aggiungere qui, per cercare di frenare polemiche che inevitabilmente potresti avere risuscitato col tuo intervento, che non mi pare il caso di fare una discussione sui torti.
Nessun paragone quindi, secondo me e nelle intenzioni con cui ho scritto questo post, tra autobus che saltano per aria e abusi di tipo militare.
Credo che non sia necessario avere ragione per avere il diritto di esistere, tantomeno quando torti e ragioni sono così dipendenti dal punto di vista.
Quindi: no al desiderio di cancellare Israele punto.
Per affermarlo credo sia sufficiente dirlo, non credo ci sia bisogno di tirare in ballo né gli autobus né gli abusi militari.
Scritto da: palmasco | 17/01/2005 a 21:09
per sdrammatizzare, non propriamente sul punto ma nei dintorni, molto carino: tova mirvis, il mondo fuori, einaudi.ciao e buon anno nuovo!
Scritto da: valeria | 18/01/2005 a 11:24
Ma roba da matti. Davvero ti sei messo a mandare email a chi mi linka?? Ma sei sicuro che siano le mie, le "affermazioni malate"?
Io credo più che altro che tu non sappia leggere o che sia, tu, troppo accecato dalle tue particolari ideologie per capire cosa scrivo io. Ed io non posso passare il tempo a mettere sottotitoli per i non capenti sotto i miei post. Quando le sensibilità sono troppo diverse, mi pare più sano andare avanti ognuno per la propria strada che intavolare dialoghi tra sordi a oltranza.
Io non rompo le balle a nessuno, Palmasco. Me ne sto sul mio spazio, su un server che pago con i miei denari, ad esercitare la mia libertà di espressione.
Non mi sognerei mai di sindacare sulle persone che ti linkano, né tantomeno mi sognerei mai di inviare email a destra e a manca per dire alle persone di non linkarti. Mi pare una cosa dell'altro mondo.
Se ritieni che io scriva cose che rappresentano un pericolo sociale, rivolgiti alla Polizia e denunciami.
Altrimenti rassegnati alla libera circolazione delle idee, ché non mi pare che tu stia facendo bella figura.
Ti pregai, a suo tempo, di non molestarmi sul mio blog semplicemente perchè i tuoi discorsi mi parevano sciocchi e sopra le righe rispetto a ciò che io avevo scritto nel mio post, ed era ovvio che avremmo potuto andare avanti a vita senza capirci mai. Io non banno per motivi politici ma per noia.
A distanza di tanto tempo, la tua ossessività mi spaventa.
Meno male che non c'è ancora una dittatura, in Italia: me la vedrei male, con cittadini come te.
Scritto da: lia | 23/01/2005 a 20:44
Come ho scritto nel post, credo molto chiaramente, non ho mandato email in giro chiedendo di togliere il tuo link, contrariamente a quanto fai finta di credere, venendo a insultarmi qui a casa mia; le ho mandate per essere certo che chi ti linka sappia che scrivi che vorresti l'eliminazione d'Israele, e che per censurare qualcuno ti basta che non la pensi come te.
Poi ognuno decide come meglio crede.
Tra la censura che m'imponi, e la Polizia che t'è venuto subito in mente di consigliarmi, mi stupisco che tu possa temere la dittatura.
Rilassati comunque, i cittadini come me sono così liberi, che francamente non saprei proprio che farmene della tua Polizia.
Giocaci tu, quando ti sarai stancata del server che paghi con i tuoi denari.
Quanto a Israele, per sterminarli non è bastata nemmeno gentaglia in grado di pagarsi servers molto più grandi e potenti del tuo: confido che ci sia ancora quando il tuo abbonamento sarà scaduto.
Scritto da: palmasco | 23/01/2005 a 22:09
Ti pare ragionevole che qualcuno linki il blog di Lia senza sapere di cosa parla e come la pensa su alcune cose?
Questo "accertarti" che chi la linka "sappia" è prima di tutto un modo un po' velato di dare dell'idiota a chi la linka, manco non fosse in grado di leggerlo da solo, il blog di Lia. In secundis se chi ha ricevuto la tua mail non ha risposto è possibile che ritenga di non aver bisogno della tua interpretazione, per sapere cosa lei scrive.
Io, per esempio, la penso in gran parte come lei sulla questione israelo palestinese, eppure non mi reputo antisemita, né vorrei la distruzione di Israele. Vuoi provare a scrivere anche a me, per "accertarti" che io sappia come la penso? :D
Scritto da: Skid X | 23/01/2005 a 23:17
Non ti reputi?
Non ti reputo neanch'io.
Scritto da: palmasco | 24/01/2005 a 00:03
Che tu dica che io vorrei la distruzione di Israele vale tanto quanto varrebbe che io dicessi che propugni il genocidio dei palestinesi. Solo che io, a differenza di te, non sono solita sragionare.
Il mio post, con i commenti che ne sono derivati (e cito in particolare il mio scambio con Pensieri Oziosi) è lì, e suppongo che la gente sappia leggere. Tu, ovviamente, non sei incluso in questa mia supposizione.
E, a margine, credo che dovresti vergognarti.
Scritto da: lia | 24/01/2005 a 00:11
Vedo che apprezzi la libertà di scrivere qualsiasi commento sui blog degli altri.
Bene, sei mia ospite.
Non tornare più ad insultarmi però, se non ti becchi un bel va fan culo anche qui, dove di solito ci sappiamo comportare liberamente.
Scritto da: palmasco | 24/01/2005 a 00:22
E' la prima volta che scrivo su questo blog. Vorrei solo ringraziare il padrone di casa per aver dato il giusto risalto alla terrificante frase della signora Lia.
Ancora meglio, da lettore del suo blog, la rispostina di oggi: fingere di non volere la distruzione di Israele, con quello che si trova da lei è spassoso. Mi stupisce, non ha mai conosciuto vergogna nè pudore sul tema.
Bello anche l'accenno ad una cosa che non c'è, il genocidio dei palestinesi, come se fosse una realtà evidente. Per quanto maltrattati, i palestinesi sono lì belli vivi, e crescono di numero a gran velocità. Questo lascia il campo a molti termini ma esclude del tutto quelli che finiscono in -cidio.
Saluti
Francesco
Scritto da: Francesco | 24/01/2005 a 10:05