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17/01/2005

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a farsi i fatti propri:

» Ma roba da matti da Haramlik
C'è uno che si prende la briga di scrivere alla gente per dirle di non linkarmi. Chissà cosa si prova, ad essere persone così. (E poi chissà che vuol dire, esattamente: "Non ritengo giusto da parte di un'italiana sostenere... [Continua a leggere]

Commenti

hai ragione. maledettamente.

e spero che nessuno tiri fuori il tetro luogo comune degli ebrei sempre vittime.

è un discorso spinoso, ma io chiedo e mi chiedo?
è facile vivere in una società in cui puoi prendere un bus e non sai se salterà in aria o meno?
Nello stesso tempo, perché mica sono uno che ha gli occhi chiusi, credo che non sia giusto limitare di un uomo solo perché palestinese.

però, mi sembra che tagliare i discorsi con l'accetta. di qua i buoni e di là i cattivi, sia una cazzata.

per motivi, vari, tutti assolutamente personali, io non posso non dirmi ebreo; e che Isreale esista è per me importante.
Certo vorrei che ci fosse anche uno stato per i palestinesi: ma credo che la visione unilaterale - che anche in europa, e in italia è assolutamente maggioritaria - non serva.
Ti faccio un esempio, il Primo Maggio a Torino, i sindacati invitano a parlare sempre un rappresentante del popolo palestinese, sempre. Ogni anno. Io una volta ho chiesto ma perché non invitiamo anche un isrealiano per dire cosa prova lui, cosa significa per lui il terrore?
Imparare la complessità della storia, le sue mille facce.

d.

Demetrio,
comprendo bene l'emotività del tuo intervento e vedo bene come sia stato scritto di getto, di conseguenza ne tengo conto, anche perché conosco le tue intenzioni e ti conosco.

Però vorrei aggiungere qui, per cercare di frenare polemiche che inevitabilmente potresti avere risuscitato col tuo intervento, che non mi pare il caso di fare una discussione sui torti.
Nessun paragone quindi, secondo me e nelle intenzioni con cui ho scritto questo post, tra autobus che saltano per aria e abusi di tipo militare.
Credo che non sia necessario avere ragione per avere il diritto di esistere, tantomeno quando torti e ragioni sono così dipendenti dal punto di vista.
Quindi: no al desiderio di cancellare Israele punto.
Per affermarlo credo sia sufficiente dirlo, non credo ci sia bisogno di tirare in ballo né gli autobus né gli abusi militari.

per sdrammatizzare, non propriamente sul punto ma nei dintorni, molto carino: tova mirvis, il mondo fuori, einaudi.ciao e buon anno nuovo!

Ma roba da matti. Davvero ti sei messo a mandare email a chi mi linka?? Ma sei sicuro che siano le mie, le "affermazioni malate"?

Io credo più che altro che tu non sappia leggere o che sia, tu, troppo accecato dalle tue particolari ideologie per capire cosa scrivo io. Ed io non posso passare il tempo a mettere sottotitoli per i non capenti sotto i miei post. Quando le sensibilità sono troppo diverse, mi pare più sano andare avanti ognuno per la propria strada che intavolare dialoghi tra sordi a oltranza.

Io non rompo le balle a nessuno, Palmasco. Me ne sto sul mio spazio, su un server che pago con i miei denari, ad esercitare la mia libertà di espressione.
Non mi sognerei mai di sindacare sulle persone che ti linkano, né tantomeno mi sognerei mai di inviare email a destra e a manca per dire alle persone di non linkarti. Mi pare una cosa dell'altro mondo.

Se ritieni che io scriva cose che rappresentano un pericolo sociale, rivolgiti alla Polizia e denunciami.
Altrimenti rassegnati alla libera circolazione delle idee, ché non mi pare che tu stia facendo bella figura.

Ti pregai, a suo tempo, di non molestarmi sul mio blog semplicemente perchè i tuoi discorsi mi parevano sciocchi e sopra le righe rispetto a ciò che io avevo scritto nel mio post, ed era ovvio che avremmo potuto andare avanti a vita senza capirci mai. Io non banno per motivi politici ma per noia.
A distanza di tanto tempo, la tua ossessività mi spaventa.
Meno male che non c'è ancora una dittatura, in Italia: me la vedrei male, con cittadini come te.

Come ho scritto nel post, credo molto chiaramente, non ho mandato email in giro chiedendo di togliere il tuo link, contrariamente a quanto fai finta di credere, venendo a insultarmi qui a casa mia; le ho mandate per essere certo che chi ti linka sappia che scrivi che vorresti l'eliminazione d'Israele, e che per censurare qualcuno ti basta che non la pensi come te.
Poi ognuno decide come meglio crede.

Tra la censura che m'imponi, e la Polizia che t'è venuto subito in mente di consigliarmi, mi stupisco che tu possa temere la dittatura.
Rilassati comunque, i cittadini come me sono così liberi, che francamente non saprei proprio che farmene della tua Polizia.
Giocaci tu, quando ti sarai stancata del server che paghi con i tuoi denari.

Quanto a Israele, per sterminarli non è bastata nemmeno gentaglia in grado di pagarsi servers molto più grandi e potenti del tuo: confido che ci sia ancora quando il tuo abbonamento sarà scaduto.

Ti pare ragionevole che qualcuno linki il blog di Lia senza sapere di cosa parla e come la pensa su alcune cose?
Questo "accertarti" che chi la linka "sappia" è prima di tutto un modo un po' velato di dare dell'idiota a chi la linka, manco non fosse in grado di leggerlo da solo, il blog di Lia. In secundis se chi ha ricevuto la tua mail non ha risposto è possibile che ritenga di non aver bisogno della tua interpretazione, per sapere cosa lei scrive.
Io, per esempio, la penso in gran parte come lei sulla questione israelo palestinese, eppure non mi reputo antisemita, né vorrei la distruzione di Israele. Vuoi provare a scrivere anche a me, per "accertarti" che io sappia come la penso? :D

Non ti reputi?
Non ti reputo neanch'io.

Che tu dica che io vorrei la distruzione di Israele vale tanto quanto varrebbe che io dicessi che propugni il genocidio dei palestinesi. Solo che io, a differenza di te, non sono solita sragionare.
Il mio post, con i commenti che ne sono derivati (e cito in particolare il mio scambio con Pensieri Oziosi) è lì, e suppongo che la gente sappia leggere. Tu, ovviamente, non sei incluso in questa mia supposizione.
E, a margine, credo che dovresti vergognarti.

Vedo che apprezzi la libertà di scrivere qualsiasi commento sui blog degli altri.

Bene, sei mia ospite.

Non tornare più ad insultarmi però, se non ti becchi un bel va fan culo anche qui, dove di solito ci sappiamo comportare liberamente.

E' la prima volta che scrivo su questo blog. Vorrei solo ringraziare il padrone di casa per aver dato il giusto risalto alla terrificante frase della signora Lia.

Ancora meglio, da lettore del suo blog, la rispostina di oggi: fingere di non volere la distruzione di Israele, con quello che si trova da lei è spassoso. Mi stupisce, non ha mai conosciuto vergogna nè pudore sul tema.

Bello anche l'accenno ad una cosa che non c'è, il genocidio dei palestinesi, come se fosse una realtà evidente. Per quanto maltrattati, i palestinesi sono lì belli vivi, e crescono di numero a gran velocità. Questo lascia il campo a molti termini ma esclude del tutto quelli che finiscono in -cidio.

Saluti

Francesco

Come ho già scritto a Lia: "Sento che c'è amore fra voi, forse non lo sapete ancora, ma c'è... il resto sono piccole incomprensioni."

Lasciatelo dire, tu sei scemo! (tra parentesi, io sono ebreo!)

Mi stavo appunto domandando come non fosse ancora spuntato fm_datacenter ,adesso manca solo il professore veneto ossessionato dall'Olanda, dai nazisti e dai ghetti e poi ci siamo tutti.
Ma dico tra tutti i post di Lia con cui potreste essere in esplicito e trasparente disaccordo vi inpuntate su uno di cui non avete nemmeno compreso il significato letterale?

Sveglia tontoli.

ciao

@ Francesco grazie di avere distolto l'attenzione dalle inutili beghe personali per riportarla sull'unico punto veramente importante: certe frasi non vorremmo mai leggerle, da nessuna parte, perché offendono anche chi le scrive.

@ Hugo P., senza paura di essere retorico, penso davvero che le parole di pace siano sempre benvenute, anche quando sembrano farsesche come le tue di oggi, giro quindi il tuo augurio alla questione mediorientale, sperando che possa generare presto una pace forte e duratura.

@ Garp, di tutti gli ebrei del mondo, doveva venire qui a insultarmi proprio uno di quelli respinti dallo stereotipo di straordinaria intelligenza di questa gente, che sfiga!

@ Antonio, gente strana noi (ma noi chi?), che ci permettiamo ancora di decidere liberamente su quali post siamo in disaccordo, gente stranissima. Soprattutto per te.

Sono uno dei tanti blog che linkano a Haramlik. Non perche' vada d'accordo con le sue idee riguardo a Israele -- ci ho litigato di brutto, un paio di volte, proprio per questo.
Ma perche' e' un bel blog -- e' intelligente e provocatorio perfino quando dice cose che mi fanno fremere. E credo che meriti di essere letto -- e discusso -- proprio perche' la penso diversamente da Lia. Se no, che scriviamo a fare -- solo per confermare le nostre ragioni?

L'idea mandare in giro mail che invitano a levare link mi pare un po' grottesca, francamente.

Quanto al conflitto tra Israele e Palestina -- dico a te quello che dico anche a Lia da sempre: occhio a vedere solo il male di una parte. Se no non se ne uscira' mai.

(tra parentesi: io sono uno che legge perfino http://esperimento.ilcannocchiale.it: e non perche' ci vada d'accordo)

@ Angelo, dopo avere letto il mio post E la mia smentita nei commenti, tornare a dirmi che ho invitato a togliere i link mi pare francamente approssimativo fino all'inutilità, non so davvero perché lo fai, avrei preferito un po' d'attenzione.

Se ti diverti a polemizzare con pensieri agli estremi opposti al tuo non so ugualmente che dirti, tranne che: divertiti! A me interessano altri tipi d'impegno e di divertimenti.

Una cosa però posso dirtela: Io una che scrive "pensa che bello un mondo senza Israele" non la trovo intelligente, né provocatoria, né necessaria - in generale trovo che andrebbe sospettata, in particolare, se la frase affoga in un blog che ne contiene tante altre dello stesso genere, e se in particolare chi l'ha scritta non ha voluto smentirla né contestualizzarla, trovo utile dare un segnale d'allarme più che discutere.

Anche perché a differenza di te, lo ripeto, sono stato bannato dai commenti a quel blog, SENZA AVERE SCRITTO UNA SOLA FRASE OFFENSIVA, ma soltanto per avere ARGOMENTATO dissenso.

Non solo mi fa piacere, e molto piacere, essere stato riconosciuto completamente diverso da chi è avvelenato dall'odio per Israele, diverso fino all'espulsione, ma ti invito a chiederti come mai le polemiche così aspre su Haramlik, di cui tanto sei venuto qui a vantarti, non ti abbiano procurato lo stesso risultato.
Forse ti diverti troppo Angelo, forse a forza di giocare alla polemica, più che una persona critica sei diventato una simpatica macchietta: se qualcuno scrive di augurarsi la sparizione d'Israele, secondo me invece non c'è bisogno di giocarci.

Hai ovviamente ragione: mi avevano già segnalato la squallida frase in questione che, però, non mi ha stupito in quel blog redatto da persona che sceglie per le proprie vacanze al mare posti dove gli israeliani sono banditi. Condivido il tuo stupore per qualche link a quel blog da parte di persone intelligenti: lo attribuisco all'unicum che esso obiettivamente rappresenta ed al fascino che l'oriente continua ad esercitare sugli intellettuali, non certo ai suoi contenuti. Mi piace pensare che, quando sarà pace tra Israele e Stato palestinese finalmente governato da persone perbene ( ci sono recenti, incoraggianti sviluppi ), certa gente resterà sola con qualche simpatizzante di Hamas e pochi skinhead, una volta dileguatasi la fedele conventicola -già accuratamente selezionata e depurata con metodi staliniani camuffati da antispam- di commentatori/adulatori.

Hai mai visto un antisemita ammettere di esserlo? La frase "che bello un mondo senza israele" altro non è che il riassunto dell'orendo personaggio in questione

Avevo deciso di non intervenire più nella vicenda ma, visto che inviti - peraltro con modi alquanto villani - il garbatissimo Angelo a chiedersi come mai io apprezzi la sua presenza sul mio blog mentre non apprezzo la tua, mi pare doveroso rispondere personalmente:

A) Perchè se lui esprime disaccordo con ciò che io scrivo lo fa senza manipolare le mie parole.
Chiunque può leggere (ho messo i link nei commenti sotto il post che ti riguarda, nel mio blog) che "il ragazzo egiziano di cui io fomento l'odio verso Israele") te lo sei inventato partendo dal mio resoconto su ragazzini che, a me e alla mia collega, ci avevano preso a pietrate!!! E scusami se mi viene un po' da ridere.
Quanto alla frase su cui ti agiti tanto: lo hanno scritto in 15 (15, li ho contati) che stai dicendo sciocchezze. Quindici antisemiti? Vedi tu. Secondo me, se tu fossi in buona fede te lo faresti venire, un dubbio.
Con Angelo, pur avendo posizioni diverse, queste cose non succedono, forse perchè lui è più intelligente e capisce di più o forse perchè è più intellettualmente onesto. Sta di fatto che do molta importanza a questa differenza.

B) Perchè lui conosce gli argomenti di cui parla.
Con te, che sei venuto a scrivere da me che "in Israele ci andarono solo gli ebrei espulsi dall'Europa" o che l'esercito israeliano uccide i civili "per sbaglio" (vedi i link di cui sopra), bisognerebbe proprio partire dai fondamentali, prima di arrivare a uno scambio di idee di un qualche interesse. Ed io, perdonami, non ho voglia.

Spero di avere risposto alla domanda.

Non mi è chiaro perchè contestare l'esistenza dello Stato di Israele, o i comportamenti ad esso addebitabili, o anche goderne la lontananza, fisica o mediatica, sia antisemitismo.
Qualcuno me lo spiega?

Palmasco, mi spiace dovertelo dire, ma i numeri sono contro di te. Temo che, di fronte all'autentico, impressionante prebiscito di ben 15 commentatori del blog antisraeliano ( accuratamente selezionati tra la spazzatura di commenti dissenzienti, non costruttivi e villani, ma non sottilizziamo ), tu debba risolverti ad ammettere di avere torto. Come vedi, il mondo islamico (?) ci dà dei punti in termini di democrazia, altro che.

@Lia il tuo modo sistematico di deformare i fatti è deprimente.

Sai benissimo che non mi riferisco all'innocente episodio dei ragazzini sul canale, ma invece all'altro, in cui racconti di un tuo studente egiziano che viene a discutere con te l'intenzione o il dubbio - perché pare di capire, ed è facile credere che li avesse entrambi - di affiliarsi ad Hamas e forse addirittura raggiungere i territori, adesso non ricordo più.
Se ricordo bene, nel racconto non dici quale sia stata la tua risposta, ma passi subito a esporre le tue considerazioni che in nessun modo sono rassicuranti o possono essere lette come un invito ad essere ragionevoli.
Questo non vuol dire necessariamente che tu abbia direttamente incoraggiato il ragazzo a intraprendere la lotta armata, ma è estremamente inquietante che nelle tue riflessioni non ci fosse alcuna chiara condanna a questi metodi.
Ancora più inquietante considerando la tua influenza d'insegnante su quei ragazzi e, secondo me, come ho scritto chiaramente in questo post, che il dialogo avviene con un ragazzo egiziano - che, partendo dal principio che armarsi non ha mai risolto i problemi di convivenza, in quanto egiziano ha ancora meno motivi di armarsi di quanti ne abbia un ragazzo palestinese.
Ho sottolineato quanto secondo me la tua condotta in questo caso sia stata dannosa e criticabile, e lo penso ancora.

@Gianluca la ragione più importante è che leggitimità d'Israele non può più essere messa in discussione, soprattutto da terze parti, come ad esempio sono tutti gli europei come me, te e Lia, perché discuterla (la leggittimità) è un ostacolo evidente per la pace - come si può affrontare lo sforzo tremendo di questa particolare pace, se non si è convinti che Israele è uno stato leggittimo?

In una prospettiva di pace, ed io sono veramente convinto che le terze parti non possano avere che prospettive di pace, ci sono anche altre ragioni: non si può mettere in discussione la leggittimità d'Israele, perché Israele sono persone, e tutti possiamo vedere e renderci conto chiaramente di quanto queste persone siano state capaci di trarre dal territorio e di dare al territorio sul quale vivono.
Comprendere il lavoro e l'intelligenza che ci sono voluti e che ci vogliono, comprendere che su quella terra nascono bambini e vengono sepolti gli anziani, significa non discutere più la leggitimità d'Israele, primo passo per una vera pace.

Come vedi sono ragioni semplici e credo difficili da contestare in una società civile. Per questa ragione è facile pensare, per rispondere alla tua domanda, che chi critica la leggittimità d'Israele, soprattutto se è per esempio europeo, è mosso da altre ragioni che non quelle civili: per esempio da quella forma d'odio per gli ebrei, che purtroppo la storia ha mostrato così radicata negli europei, che in una parola sola si chiama antisemitismo.

Per finire è facile vedere la differenza tra "godere della lontananza fisica e mediatica d'Israele" e augurarsene la soppressione, o no?

Faccio ammenda.

Ho riletto il post della sciura Lia e ho scoperto che avevo capito male.

Lei ha detto che un mondo in cui i mass media non parlano di quello che Israele fa appare in pace.

Invece che un'affermazione nazistella ha detto una gigantesca stronzata.

Dimostrazione: fate un bel respiro ed elencate le prime dieci guerre in corso, escluso Israele-Palestina. Facile vero? Tra l'altro fanno tutte molti più morti di quanto ce ne siano stati dal 1948 in poi nel conflitto arabo-israeliano.

Forse è per questo che gli ossessionati dalle colpe di Israele paiono un tantinello antisemiti, è una questione di proporzioni.

La mia colpa è di avere attribuito troppa intelligenza alla signora in questione. E anche lei si è espressa maluccio, al limite del lapsus freudiano, direi.

Rinnovo le mie scuse

Saluti

Francesco

Temo di non seguire il tuo salto logico, palmasco: siccome a te le ragioni dell'esistenza e della legittimità di Israele sembrano tanto cristalline, allora chi non la vede come te deve sicuramente avere altre ragioni, e l'unica che ti viene in mente è che odii gli ebrei, che sia antisemita. Credo di vedere una certa presunzione in questo: siccome ho ragione io, tu sei antisemita.
Il discorso mi pare decisamente ribaltabile o applicabile ad altre situazioni in cui credo la tua opinione, come la mia, risulta del tutto diversa. La creazione di Israele è stata imposta ai Palestinesi, credo che questo sia innegabile, e mi sembra del tutto legittimo che uno che ci è nato quando Israele non esisteva, veda questo come un furto.
La motivazione che esprimi, "ormai è così, bisogna adeguarci", mi sembra possa valere solo a grande distanza, sia geografica che "sentimentale". Quando Trento e Trieste erano dominio austriaco, gli irredentisti ragionavano esattamente come i Palestinesi: quella terra è nostra, ce la dobbiamo riprendere. Loro non si facevano esplodere, perchè i mezzi e l'idea di farlo non esistevano, ma nondimeno erano accaniti a riprendersi casa loro.
Se nel mondo islamico si sente maggiore vicinanza per la causa Palestinese che non per quella israeliana, mi sembra difficile stupirsi. Se un ragazzo egiziano vuole lottare per quelli che considera fratelli, non mi sembra diverso dagli italiani che andarono in Spagna a lottare contro Franco nel '36.
E io mi sento di capire le loro ragioni, perchè in epoche passate mio nonno o suo nonno avrebbero potuto fare gli stessi ragionamenti.
Tutto questo non ha nulla a che vedere con le religioni, mi sembra: infilarcele dentro è strumentale e non aiuta in nessun modo a risolvere la questione.
Se ti ho capito male, sono disponibile a chiarimenti.

Gianluca,
la leggittimità d'Israele non è una mia capricciosa opinione, come la tratti tu qui sopra, ma una risoluzione legale e leggittima della comunità internazionale, raggiunta dagli organi esecutivi della quasi totalità degli stati nel mondo e dalle loro leggi - quindi trattarla come un mio punto di vista è un modo di ragionare che mi lascia perplesso.
(Tra l'altro la LEGGITIMITA' non vuol dire affatto "ormai è così, bisogna adeguarsi", come scrivi tu qui sopra, ma significa, al contrario, il riconoscimento del valore dell'esistenza di un pari tra pari - e sottolineo riconoscimento del valore).

Per quanto sia evidente, e francamente tragico, che i palestinesi soffrano tuttora, e abbiano sofferto nel recente passato la creazione dello stato d'Israele, e quindi ci siamo abituati a dire che sia stata loro imposta, e lo diciamo con la facilità del senso comune, in realtà va ricordato che non è che quella terra APPARTENESSE ai palestinesi.

Il dominio di quelle terre, se parliamo di sovranità, è stato inglese e turco, e prima ancora arabo, ma palestinesi ed ebrei ci hanno sempre abitato - e tra l'altro sotto la dominazione araba la questione ebraica, come la conosciamo oggi, non c'è mai stata, e nessuno, sotto la dominazione araba, ha mai sentito il bisogno di perseguitare gli ebrei, che vivevano molto bene e in pace anche in Siria e in Libano, per esempio, prima che la violenta azione antisemita europea e cristiana provocasse gli stravolgimenti di cui oggi si vedono ancora le conseguenze in medioriente. Questo per quanto riguarda la sovranità.

Se invece parliamo dell'appartenenza alla terra, e della terra, dovuta all'uso, alla consuetudine di abitarci, lo stato d'Israele non è stato IMPOSTO ai palestinesi, che in quella regione non possono veramente vantare quella specie d'appartenenza alla terra dovuta all'abitudine secolare di risiederci, perché questa appartenenza è comune ANCHE agli ebrei - e ricordando che la striscia di Gaza prima della guerra era egiziana...
Ma la storia e il diritto non sono la sola cosa.

Tu paragoni la resistenza armata palestinese ad altre guerre, e con questi paragoni insostenibili sembri volerla giustificare.
Insostenibili perché da un punto di vista storico, per esempio, lo squilibrio che ha esasperato la questione mediorientale e l'ha armata fino al punto di oggi, non è dovuto alla presenza di un dittatore, come nella Spagna che tu porti in esempio, ma al vagare disperato, ancora nel '48, di centinaia di migliaia di europei sbandati, in maggior parte dell'est, che si trovavano in quelle condizioni per essere stati dislocati e quasi sterminati in quanto ebrei, che quindi erano stati, come dire, incoraggiati a vagare...
Non facciamo quindi paragoni grotteschi, per favore.

Ma voglio dire di più.
Nella questione mediorientale la resistenza armata di quei palestinesi che si sono armati, e che sono una minoranza per quanto capaci di occupare la scena, sembra sempre di meno il modo giusto di fronteggiare le conseguenze della creazione dello stato d'Israele, e delle difficoltà che ha creato per i palestinesi, di cui abbiamo detto.
(che siano una minoranza, prevengo l'obiezione, secondo me sembra confermarlo in pieno il risultato delle recenti elezioni)
Il metodo armato ha portato poco, non soltanto pochi risultati concreti, anzi certamente più danni che benefici, ma soprattutto il metodo armato ha impedito finora l'elaborazione di una politica efficace, cioè ha impedito il pensiero di idee nuove, capaci di generare ANCHE per i palestinesi quel valore che tutto il mondo ha riconosciuto scrivendo la leggittimità d'Israele, come abbiamo detto all'inizio.

La lotta armata palestinese concentra l'attenzione soltanto sugli aspetti negativi della presenza dello stato d'Israele, e vieta agli altri palestinesi di beneficiare dello scambio di cui al momento sembra beneficiare il resto del mondo.
Io non sono palestinese è vero, quindi forse per me è più facile dirlo, ma non siete palestinesi né tu né Lia, e se c'è una sola posizione giusta per noi, è quella della pace.
Offrire le ragioni dell'odio e della divisione, soffiare sui lutti non ci dovrebbe appartenere, e quando ci scappa dovrebbe essere fortemente criticato.

Queste sono le ragioni del mio post, e la causa del suo tono allarmato.

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