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30/11/2004

Commenti

untitled io

Insomma. Come di dice. Le hai messo le mani addosso.
(E' vero che ho appena staccato le labbra dalle labbra di un ragazzino disanimato, dalla bocca del piccolo Max Tivoli nella quale soffiavo, per rianimarlo. Qui siamo tutti dannatamente "implicati")

untitled io

(come "si" dice. Come sono brutti i refusi certe volte)

Effe

quasi la mia stessa impressione (sarà una comune, pesante eredità biologica?): un lieve pennello che traccia calligrammi con inchiostro di china sul corpo della ragazza.
Suppongo mi sia rimasta in mente l'immagine di una locandina di film, o una pubblicità, o altro.
Intanto, qui sono scritte due storie parallele:
una di massima azione, ma immateriale e mai vissuta (Palmasco che si rifugia, clandestino, a bordo del veliero, cioè no, del furgone) con tutto quel che ne sarebbe conseguito;
e una di massima inazione, ma di carne e sangue e realmente (realmente?) vissuta, quella del Palmasco immobile e fermo e intorno il mondo che, solo, si muove.

Darei qualunque cosa per leggere questa storia vista dall'ulteriore prospettiva della ragazza (del lattaio no, è uno strumento, non un soggetto. Credo)

demetrio

scrivere sul corpo, scrivere del corpo.

Palm sarà, ma io continuo a vederci un discorso di scrittrura: è come se tu scrivessi quello che è il desiderio di scrittura; quel lato sensuale, profondo intimo sfacciato erotico eppure pudico che è il segreto nascosto dello scrivere.

in un commento a caracaterina, untitled parlava dello snudarsi. A me questa cosa ha riportato alla mente un passo del diavolo sulle colline di Pavese in cui si diceva, più o meno, che solo "un dio lo può". Cioé solo un dio può stare nudo, completamente.

io notavo in questa nudità una metafora stringente della nostra scrittura, una nudità come offerta e come apertura.
E l'apertura è sempre una lieve incrinatura, che in questo caso è doppia. Grammaticale e corporale.

E' vero certamente che questa è narrazione di un desiderio; ma è vero che questo desiderio assume sempre più le forme di un discorso sulla scrittura; quasi che il "possesso" del corpo corrispondesse ad una sorta di nuova grammatica.

dixi
d.

palmasco

Le ho messo le mani addosso, untitled?
A me pare piuttosto che gliele avete messe addosso voi! :=))
Effe ha perfino immaginato come, usando un pennellino da calligrafia: tipico suo direi, no?
Assicurarsi che il supporto non faccia una grinza, voglio dire.
Comunque stavolta mi hai convinto, bello che tu mi faccia vedere i due movimenti dell'episodio.
Non so se ce la farò ad arrivare addirittura al punto di vista della ragazza, ma certamente è previsto che ci si avvicini parecchio a lei.
Se è un discorso sulla scrittura, demetrio, lo è nel senso che cerco di mettermi in condizioni di raccontare la verità, aderendo totalmente agli incidenti che mi capitano, ma senza provocarli, quindi il mio racconto, che secondo me è sempre sospeso in un intervallo di veridicità/credibilità prossimo a crollare, se riesce ad arrivare a compimento è per definizione un'affermazione sul narrare.
Per il resto al posto tuo mi soffermerei su tutti quei snudarsi e nuda che hai scritto qui oggi, io, al posto mio, mi ci soffermo per leggerti e comprenderti.

ciao

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