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11/10/04

il testimone

Vado a comprare il pane qui sotto, da sempre.
La sera di solito nel negozio trovo la signora, capelli corti e bianco azzurrati dietro la soglia, mi vede arrivare, gira la chiave, apre la porta di vetro.
A quest'ora mi preoccupo un po' della gente che c'è in giro, m'ha detto una volta, senza che le chiedessi niente, ma forse perché ho di mio una faccia interrogativa, o uno sguardo invadente.

Di giorno invece trovo la figlia, o una parente giovane, una ragazza coi capelli corti neri, la pelle liscia, gli occhiali sofisticati.
Una mattina che avevo bisogno urgente del latte, ed ero lì prima delle otto, non mi voleva aprire nonostante mi vedesse benissimo dietro le maglie della serranda, ed io vedessi lei.
Mi può dare il latte? le ho chiesto con gentilezza, e lei con uguale gentilezza e la faccia contratta m'ha risposto che a quell'ora si trova in negozio per sistemare quello che c'è da sistemare, e non per il pubblico: il latte me l'ha dato, ma la sua coscienza di piccola commerciante per me s'è accoppiata agli occhiali che porta, uno che spiega l'altro.
Per anni ho continuato a vederla incorniciata nella montatura.

Sono andato a comprare il pane.
Fuori dal negozio c'era il camioncino della Centrale del Latte di Milano.
Entro dal panettiere e dietro gli occhiali trovo la ragazza che sta sistemando le bottiglie di latte nell'espositore: si china dentro il cartone ai suoi piedi, estrae le bottiglie e le piazza sugli scaffali, il camice bianco le si apre sulle gambe.
Quando entro nel negozio, il lattaio ha appena recuperato un cartone vuoto accanto a lei, proprio nell'istante in cui la ragazza è piegata in due con la testa in quello pieno: tenendo il cartone della Centrale del Latte di Milano per il lato corto e robusto, glielo picchia sul sedere completamente esposto, in un gesto esplicitamente aggressivo dal punto di vista sessuale, che a lei un po' scoccia, si vede benissimo, mentre lui ride convinto di complicità.

Complicità inesistente, anzi molesta, lo sguardo che ci siamo scambiati è stato chiarissimo.
In un angolo è rimasta però la voglia del lattaio: appena entro nel negozio calza su di me come fosse il suo camice bianco, butta via gli occhiali della ragazza, e mi mostra quanto siano sessuali i suoi capelli neri e la sua pelle liscissima.

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Di seguito i weblog con link a il testimone:

Commenti

sembra che tu stia sviluppando una sorta di terzo occhio narrativo.

Ed è una caratteristica propria del teste, che è il terzo.

ciao
d.

Il terzo uomo dici?
Il testimone che gira sulla ruota panoramica del Prater, assediato dalla vertigine?

Qui veramente rispondevo ad una domanda, suscitata da "L'informazione" di Martin Amis, libro che per il resto mi ha annoiato abbastanza: bisogna sposare la propria ossessione sessuale, fa dire a uno dei protagonisti, ed io mi sono messo a rifletterci sopra.
Quali sono gli elementi sessuali, e come ci raggiungono?
Per esempio nei blog non se ne parla, io ci ho provato qui e nell'unico commento che ricevo mi sento dare dell'occhio narrativo?
E' uno spostamento interessante, non trovi?
To be continued.

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