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06/09/2004

l'oro dei periodi

Credo che ciascuno dei partecipanti storici all'Holden forum abbia la propria personale memoria di un periodo d'oro, grazie al quale ha deciso di restare e partecipare, durante il quale si convinse che circolava qualcosa di speciale, che non aveva ancora incontrato altrove.
Il cui effetto principale, stando a quanto tutti hanno esplicitamente scritto, è stato di liberare energie che non sapevamo di avere, grazie alle quali abbiamo osato cercare e trovare nei nostri temi preferiti, motivi e parole sconosciute, e scriverle per un pubblico.

Credetemi, non c'è ingenuità nella mia affermazione, conosco bene alcune delle storie che si sono svolte, o tentate, fuori rete, so che alcune presenze sono arrivate nel forum in cerca di persone e non di parole, altre le hanno trovate senza che le cercassero, però credo che non cambi affatto la sostanza dei fatti.
Nel periodo d'oro attrazioni e repulsioni viaggiavano in rete davanti a tutti, negli argomenti della sofisticatissima schermata iniziale, in forma che i partecipanti trovarono d'interesse narrativo e non solo privato.
Erano quindi essenzialmente creazioni di parole e di scritture, nella prospettiva generale della vita del forum, quella che c'interessa, perché i casi personali furono, ovviamente, personali.

Il mio periodo d'oro è quello in cui la fantasia di titoli e argomenti è stata maggiore, soprattutto per diversità, quindi era minima l'aggressività personale nel forum, perché nell'abbondanza produttiva lo scontro di caratteri e di ego si rendeva inutile.
La quota d'invenzione era così ampia che sembrava ci fosse spazio per tutti e per ogni cosa, ed era effettivamente così - non parlo di sola tolleranza, ma di vero e proprio interesse, anche di coltivare relazioni che non fossero banali.
Non poteva durare, ma succede come per quei cantanti che ti hanno dato un'emozione a vita, continui ad ascoltarli sperando che surfino una seconda onda.

Nel periodo d'oro sei affascinato da quanto leggi, le associazioni tra le parole e le cose erano spesso inedite e interessanti, i temi all'ordine del giorno erano fantasiosi e complessi, non saprei dire esattamente come, ma credo che certi titoli che in quel periodo non era raro trovare nello stesso paginone centrale, quello diciamo del sommario, ne diano un'idea, titoli come: "Cyborg trade unions" (forse il miglior titolo in assoluto di tutto il forum), "Billo Forum", "La fossa delle grida", "Marciapiedi succhi e urgenze a Milano", eccetera, dentro cui scorrevano rapsodie spesso sorprendenti, uno sballo!

E' abbastanza evidente, o almeno lo sembrava a me che credevo di trovarmi in un periodo d'oro, che i tocchi personali che si depositavano tra personalità e stili così diversi tra loro, e i tantissimi rimandi tra i post del forum, anche involontari o impliciti, generavano un collettivo ben maggiore della semplice addizione di persone, un valore superiore a quello individuale.
Questo valore era, secondo me, una lingua comune diversa da quella quotidiana, ricca di ricerca narrativa, ma capace anche di mettere i partecipanti in contatto tra loro, senza che fosse necessario limitare la lingua perché fosse comune e comprensibile a tutti: lo era.
Nel periodo d'oro il valore di quella lingua sembrava essere: non ti accontentare!
Per questa implicita ricerca del limite, molte di quelle cose oggi sembrano forse un po' grezze, invece al momento in cui furono scritte indicavano molto chiaramente a tutti la posta in palio, quello che si potrebbe chiamare lo spirito del forum, non meglio definibile ma chiaramente avvertito e presente nella sequenza di post.
Era una lingua in formazione continua, dinamica, una forma implicita di proposta continua, quindi non dava spazio, come invece succede per esempio oggi, a maschere e caratteri fissi, tutti potevano dire tutto e il suo contrario.

L'oro che ne fa dei periodi speciali, credo sia quello in cui gli effetti del collettivo sono più evidenti a livello individuale, cioè quando uno si rende conto che grazie all'appuntamento col forum s'è messo a scrivere come mai prima, dicendo quello che voleva dire, per cui di colpo gli diventano leggibili le fioriture che ha prodotto nel tessuto collettivo e quelle cui ha reagito, questo secondo me fa di un periodo quello d'oro.
Un oro che a volte, bisogna ammetterlo senza problemi, se ci si mette a leggere quello che scrivevamo non è altro che piombo, soprattutto se letto da altri, o dagli stessi a distanza di tempo.
Senza volere negare che sia così, si può anzi affermare che il forum è una macchina collettiva che trasforma il piombo in oro, come in un antico sogno alchemico.

Resta da dire qualcosa sul meccanismo di quella trasformazione, sulla lingua che individualmente ha dato così tanto a tutti, a cui tutti hanno dato, al quale ci siamo legati come ci si lega a certi artisti.
Se anche per gli altri è successo così come in una canzone, e se così si può spiegare la permanenza e il loro contributo, allora si può immaginare per tutti un momento di sensibilità al quale è seguita la decisione, e si capisce quanto sarebbe interessante raccontarlo.
Anche in una prospettiva di riconciliazione, dopo il furore.

A questo punto credo che non si possa continuare senza tirar fuori le persone che finora ho lasciato sullo sfondo.

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Commenti

Credo davvero che il motto "non ti accontentare!" rappresenti bene la particolare energia (che a guardarla da lontano mi verrebbe di chiamare "frenesia") con la quale, allora, si prendeva parte a quell'avventura. Che poi, hai ragione, era una specie di caccia al tesoro, dove il tesoro era diverso per ognuno. Io, "il bottino", me lo sono portato tutto intero nel blog - senza rubarlo a nessuno peraltro, perché era il mio bottino personale. Così come il "non ti accontentare!", che adesso mi pare una funzione automatica (già mia, di serie), mentre una volta non era per niente così: mi accontentavo facilmente, e passavo intere giornate a scrivere senza rivelare niente di nuovo a me stessa. (Troppo egocentrico tutto questo? Può essere. Ma anche no..)

Boh. Purtroppo ho una memoria a così corto raggio che mi è difficilissimo ricordarmi du tutta quella fottuta stagione.
Vado per parole/guida.
- fu un esercizio
- fu un'amicizia
- sfiorò quasi l'amore
- fu anche spudoratezza.
- inventai non riconosciuto la forma/blog
- mi divertii parecchio
- oltra al meglio di me mi COSTRINSERO a dare anche il peggio ma sempre, spero, con
stile
- ho riconosciuto che in fondo in fondo, io il grand nevrosé, ero quasi sano
- ho riscontrato quanto sia vero il moto di Lacan che fra santi si gode
- mi sono riconfermato nell'odio per il rancore
- beh, insomma, non è mica un bilancio poi così male, no?
- non ho mai fatto male a nessuno volendo fare il male
- e ora sono qui a scrivere altre cose

Gino Tasca, hai dimenticato di aggiungere che imparasti a ricevere gli ospiti in vestaglia (aperta per giunta) (per la qual cosa t'amai).
La vestaglia di Gino Tasca era poco frusciante: si apriva silenziosa (di seta molto fluida, sottile e consistente allo stesso tempo). Venne a un certo punto sostituita da un enorme kimono. Frusciante quello sì'. E molto chiuso.
Adesso direi che ti vedo nudo - o mi sbaglio?

Spiritualmente, sì.
(ma direi, anche, che lo sono sempre stato, almeno un poco.)
(Devi avere le antenne: nella storia che ho appena finito - le 73 dicasi 73 pagine di Isaia Greco - Isaia, nel pre-finale fa esattamente questo, si spoglia del suo chimono - color grigio con grandi fenici arancione che aprono o chiudono le ali -
e resta nudo, al Torcello, nella basilica
di Santa Maria Assunta.)

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