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03/03/2004

Commenti

untitled io

Va bene leviamo "intervallo di tempo". Però non puoi levare questo: "decidere di farlo". Dal momento in cui decidi di farlo a quando scrivi la parola fine ("fine del corpo", o "invia", è lo stesso) il fatto notevole è che non ti fermi. Non ti fermi finché non l'hai fatto.

rose

e nei «racconti del cuscino», com’era? forse lì veniva prima la scrittura del piacere...
l’immediatezza nella scrittura è una tensione più che un obiettivo raggiungibile, anche ammesso di considerarla un valore (forse in funzione dell’autenticità, della verità? c’è una parte di ingenuità in quest’idea). comunque ci si è provato con metodi vari, che vanno dalla scrittura automatica al minimalismo, per dire.
secondo me la cosa che viene registrata in modo più immediato è lo stato d’animo in cui si scrive, o che si descrive (quando scrivevo una specie di diario cercavo proprio di tirar fuori un sentimento, ne seguivo lo svolgimento per provare a capirlo), mentre una narrazione non banale richiede tempo, una forma anche minima distacco - il paradosso è chiarissimo.
io penso che nell’«immediato» dei blog da cui è partita questa riflessione si possa vedere come novità la facilità con cui in rete si può dare testimonianza di qualsiasi cosa e farla leggere, con grandi possiblità relative all’informazione e alla comunicazione; quanto alla scrittura in sé, fatico a immaginare cosa possa emergere di diverso dal diario, dal giornalismo, dalla letteratura. però mi sembra specifica della scrittura in rete la valorizzazione del frammento, che può essere un’ottima cosa (e nei libri non riesce bene).
accipicchia, mi è venuto un pippone e non un commento, chiedo scusa.

demetrio

L'idea di scrivermi il corpo è una cosa che mi preme da anni. Sto provando a scrivere di corpi. Ma non di corpi fisici. Ma di "voci". La voce è un corpo. Non appena trovo una "voce" in un dialogo che sento, ascolto o provoco, la riscrivo. Su foglietti. Sul blog. Sul pc.

Io penso e continuo a pensare che ci sia una differenza sostanziale tra "immediatezza" (che è tipica del blog: io scrivo una cosa, la limo, la ripenso, quando penso che sia prefetta come Minerva nella testa di Giove, lo pubblico immediatamente. Senza terzi); e "l'immediato", che è la scrittura del presente.

Tu hai aggiunto una cosa: "scrivere l'immediato" è "scrivere il corpo".
Me lo tengo stretto per quello che sto facendo io.

palmasco

L'intenzione, il frammento, il presente sono gli spunti che leggo rispettivamente nei vostri commenti, in relazione all'immediato e la sua scrittura.
Aggiungo che come credo facciate voi, anch'io cerco di "colorare" le mie riflessioni e di non presentarle come schegge di teoria.
Mi pare una scelta di stile comune, e non indifferente: non siamo qui per parlare di quello che facciamo, ma per farlo: anche parlandone.
Così il mio commento si allinea ai vostri, ma quello che avete depositato qui si stempera in prossimi post.
A presto, palmasco

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